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ChatGPT: come funziona, quali le opportunità e i limiti del nuovo tool di Intelligenza Artificiale

#TaccuinoDigitale

18/01/2023

Valentina Citati

Come ha fatto uno strumento di intelligenza artificiale cosiddetta generativa a diventare quasi un fenomeno di costume, attirando l’attenzione e l’interesse di utenti, aziende e stampa a livello internazionale? Un caso che dice molto dei futuri effetti dell’uso di questi tool sulla vita quotidiana e professionale nei più diversi ambiti sia in termini di opportunità ma anche di rischi da analizzare e fronteggiare.

Per parlare di ChatGPT e del suo successo occorre partire da cosa sia questo strumento. Si tratta di un chatbot, ovvero di un robot che sfrutta le tecniche di intelligenza artificiale per interagire con utenti umani, dialogando e rispondendo in modo efficace a domande di ogni tipo. È un modello linguistico di grandi dimensioni che è stato messo a punto grazie a tecniche di apprendimento automatico e al successivo rinforzo con feedback di istruttori umani. In altre parole, prima si “sono dati in pasto” milioni di testi e conversazioni da leggere e poi l’apprendimento è stato migliorato con successive valutazioni ad opera di istruttori umani delle risposte date dal modello. Le valutazioni sono state poi usate per creare "modelli di ricompensa" sui quali il modello è stato ulteriormente perfezionato.

La prima versione di ChatGPT è stata lanciata da OpenAI, la non profit fondata da Elon Musk in cui hanno investito tanti big tech da Amazon a Microsoft, a fine novembre del 2022 e poi aggiornata il 15 dicembre dello stesso anno, suscitando stupore e interesse grazie alla diffusione di possibili applicazioni nei settori più disparati.

Applicazioni

Tra le principali (e innumerevoli) applicazioni vi sono:

  • Chatbot di interazione personalizzati capaci di rispondere a input in linguaggio naturale (ovvero umano) utilizzabili in svariati settori dal servizio clienti alle vendite

     

  • Traduzione automatica dei testi nelle diverse lingue, le potenzialità di questa funzione hanno portato alcuni a paventare la scomparsa della varietà linguistica e altri, al contrario, a prospettare un recupero di quelle poco usate

  • Generazione e completamento di testo ovvero la possibilità generare un testo o parte di questo in linguaggio naturale o completarne uno una volta forniti alcuni input di base

  • Creazione di contenuti per generare nuove idee e spunti o interi pezzi di contenuti da articoli di blog, news a post social fino alle tesi o tesine in ambito scolastico

  • Ricerche di informazioni e riassunti di testi molto più lunghi e articolati

  • Sintesi vocale per generare il parlato dal testo, consentendo di creare versioni audio di contenuti scritti


Si tratta di un elenco assolutamente non esaustivo dal momento che ogni giorno emergono nuove opportunità e usi. Per una analisi nello specifico del settore della comunicazione video realizzato da Vincenzo Cosenza che illustra alcuni esempi di utilizzo nel marketing, copy, SEO

Limiti e rischi

sto tool presenta anche limiti e rischi che vanno valutati. Tra i primi il modello di ricompensa di ChatGPT che, progettato intorno alla supervisione umana, può essere eccessivamente ottimizzato e quindi ostacolare le prestazioni, fenomeno noto come legge di Goodhart. Inoltre, ChatGPT ha una conoscenza limitata degli eventi accaduti dopo il 2021 e non è in grado di fornire informazioni su alcuni fatti e celebrità. Nella fase di apprendimento, gli istruttori hanno preferito risposte più lunghe, indipendentemente dalla comprensione effettiva o dal contenuto. I dati di addestramento possono anche risentire di pregiudizi algoritmici e la potenza di calcolo e di gestione delle richieste va certamente migliorata. Inoltre, essendo stato sviluppato in lingua inglese, presenta limiti di linguaggio nelle altre lingue che richiedono una attenta supervisione e correzione dei testi.

Infine da più parti sono stati sollevati dubbi sui possibili rischi che hanno evocato, in toni più o meno drastici, il tramonto di certe professioni umane sostituite da questi robot sempre più capaci, i pericoli e le conseguenze in ambito scolastico (e il conseguente divieto a farne uso in alcune scuole), gli effetti preoccupanti sulla democrazia, fino ai rischi per la privacy dal momento che “non è chiaro, per la verità neppure a leggere la stringata informativa sulla privacy messa a disposizione degli utenti, cosa i “padroni” del robot facciano dei dati personali, talvolta personalissimi, particolari secondo le previsioni del Regolamento europeo, raccolti”.

Conclusioni (provvisorie)

Le conclusioni a cui possiamo giungere sono al momento provvisorie ma alcuni elementi mi sembra si possano già delineare:

  • L’intelligenza artificiale è qui per restare, si tratta di una evoluzione già in atto che non si può, a mio avviso, semplicemente vietare o ignorare ma che va compresa in tutti i suoi limiti, rischi e potenzialità per favorirne un uso consapevole e corretto in tutti gli ambiti

  • Più che la fine di alcune attività professionali o professioni umane mi sembra che a ridursi sarà il lavoro ripetitivo e meccanico. Questi strumenti offrono spunti, idee e informazioni che richiedono sempre la supervisione e l’apporto strategico e creativo dell’uomo. Chi sarà in grado di fornirlo non avrà limiti ma solo opportunità. Inoltre, contro chi si limita a “fare copia e incolla” si sono già sviluppati programmi e applicazioni capaci di scansionare i testi per capire se sono stati scritti da un essere umano o da un programma di intelligenza artificiale come ChatGPT.

 

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