Ferpi > News > Coaching: evoluzione personale o professionale?

Coaching: evoluzione personale o professionale?

24/10/2014

Torna il ciclo di appuntamenti _L’Aperitivo della Comunicazione,_ organizzato da UniFerpi Lazio in collaborazione con Ferpi Lazio. Lo scorso 15 ottobre a Roma, _Simonetta Blasi_ ha approfondito il tema del coaching.

Nella gradevole atmosfera di Pagine e caffè, lo scorso 15 ottobre a Roma sono tornati gli appuntamenti de L’Aperitivo della Comunicazione, organizzati da UniFerpi Lazio in collaborazione con Ferpi Lazio. Un format che rende concreta la volontà di UniFerpi di creare occasioni di scambio e di crescita tra gli attuali professionisti del settore e i giovani professionisti del futuro grazie ad un’atmosfera informale.
Nel corso del primo incontro UniFerpi Lazio ha avuto come ospite Simonetta Blasi, socio Ferpi, docente di comunicazione presso le Università LUMSA e Pontificia Salesiana, Formatore e Coach, già Direttore Creativo e Strategic Planner di Wunderman Italia. Tra i partecipanti soprattutto soci UniFerpi e studenti interessati al mondo UniFerpi ma anche soci Ferpi.
Simonetta Blasi ha illustrato i perché e i come del coaching, definito come un “processo di sostegno per accompagnare l’individuo (o il team) a un più elevato livello di performance”. Il modello di coaching utilizzato dalla docente si muove nella cornice della Gestalt, del pensiero sistemico e della programmazione neurolinguistica. Tale processo rende dunque possibile aprirsi a nuove possibilità stimolando piccoli cambiamenti, perché poi sono proprio le piccole cose che possono far germogliare le grandi differenze, nel lavoro come nella vita personale.
Con l’intento di incrementare le capacità di successo, la pratica del coaching, che solitamente arriva a compimento nel giro di sei – otto mesi, è incentrata sulla condivisione degli obiettivi, sull’esplorazione dei temi esistenti e l’individuazione del principio organizzatore, sul feedback riflessivo e sull’attivazione delle risorse.
Simonetta Blasi ha messo in evidenza più volte come l’interazione tra coach e coachee porti alla “valorizzazione dell’eccellenza”, qualità che ognuno di noi possiede (più o meno consapevolmente) e applica in taluni contesti, ossia quell’abilità che ci consente di compiere “l’azione senza sforzo”. La sfida del processo è portarla alla luce e armonizzarla rispetto al contesto-obiettivo, non a caso si parla di performance e allineamento perché se siamo allineati con la nostra essenza diveniamo più capaci.
La mappa del mondo che ciascuno di noi va costruendosi non è il territorio, per tale ragione aprire le proprie ‘mappe’ e comprendere che riusciamo a compiere solo le scelte che siamo in grado di vedere, può consentirci di alzare lo sguardo ‘oltre’ e intravedere nuove possibilità dunque anche nuove scelte e nuove opzioni di successo.
Una delle chiavi per l’empowerment delle proprie capacità consiste poi proprio nell’ascolto, un ascolto attivo – intrapersonale e interpersonale – che ci permette di com-prendere di più dandoci così la possibilità di potenziare le nostre capacità di scelta e azione nei contesti relazionali. In quest’ottica, significativo anche il video (tratto da Youtube) proposto da Simonetta Blasi in chiusura e tratto dal film Coach Carter, intriso di un messaggio che fa molto riflettere: superare la paura di mettersi in gioco e tirare fuori le nostre risorse al fine di coinvolgere chi ci è accanto in una spirale generativa di positività e problem solving.
Il coaching si potrebbe quindi definire come il continuum tra scoperta e condivisione di risorse, quello che per altro UniFerpi Lazio si augura di portare avanti con iniziative simili.
Il Team UniFerpi Lazio

COMMENTI

Eventi