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Comandano i bambini

02/05/2019

Christian Gaole

Dalla Svezia all’hinterland milanese. I teenager sembrano aver più appeal di un premio Nobel. L’analisi di Christian Gaole per la rubrica #Ferpi2Be.

16, 15, 15. Non sono i numeri vincenti da giocare al lotto, ma le età degli “opinion leader” che vanno per la maggiore negli ultimi mesi. Salgono in cattedra con la stessa scioltezza con cui i loro coetanei inforcano lo scooter, e parlano di tutto: ambiente, sovranismo, politica, monopolizzando giornali e tv, inconsapevoli di essere burattini in mano di esperti comunicatori che cavalcano l’onda teen-ager. La prima è stata Greta, 16 anni, l’ambientalista, che quando si trova in difficoltà toglie il cappello; la seconda è Izabella, 15 anni, paladina dei  sovranisti. E poi c’è l’italico Luca, 15 anni, partigiano fuori luogo, oltre che nettamente fuori tempo massimo. E i trentenni? I migliori fuggono, portando con sé cervello e competenze, gli altri rimangono ma il cervello lo conservano in salamoia nell’attesa, vana, di tempi migliori.

Greta ha tenuto banco all’UE, all’ONU e ha incontrato Papa Francesco. Da mesi i media e gran parte dei rotocalchi color porpora la ergono a emblema dell’ ideologia delle élite che:  la usano  per spostare il problema dove non pare esserci e intanto lucrare dove tutti gli altri non guardano. Severa e solenne, la ragazzina,  sparge ovvietà  a destra e a manca senza avere alcuna competenza, e senza, per altro, essere smentita. In merito all’incendio di Notre Dame ha lapidato coloro che hanno finanziato la ricostruzione dicendo: “Notre Dame sarà rifatta, la nostra casa crolla”. L’impegno ambientalista della ragazzina è lodevole, ma di certo non è farina, per quanto biologica, del suo sacco. Parla di surriscaldamento globale e effetto serra con piglio sicuro neanche fosse candidata al premio nobel per la fisica. A proposito di Nobel, Carlo Rubbia, che il premio Nobel per la Fisica lo ha vinto eccome, ha affermato che negli ultimi vent’anni la temperatura del globo è diminuita. Ma che ne sanno gli over? Se non lo dice un adolescente pare nulla avere più appeal.

Greta, infatti, è in buona compagnia. Izabella, sua compatriota, si è erta a paladina del fronte sovranista svedese. In continua lotta per spodestare l’ideologia gender dalle scuole, si batte per il popolo svedese in netta minoranza nel proprio paese; è stata già  definita da molti l’anti-Greta, . “Parlare di clima è come affrontare un problema  – ammonisce Izabella – quando non si vuol discutere di altro. Intanto gli svedesi stanno diventando una minoranza nel loro paese”.  Greta, con le lacrime tocca il cuore di tutti i cittadini del mondo, ma appunto, solo il cuore.  Izabella, invece, salviniana in salsa svedese, fa leva sulla pancia dei suoi connazionali. In termini di popolarità Izabella è ancora lontana dalla seriosa Greta, fatto sta che né una né l’altra hanno i titoli e tanto meno l’età per affrontare temi così complessi.

Dulcis in fundo, Luca, intervistato dal quotidiano “La Repubblica” in occasione della festa della “liberazione” grida al pericolo nazi-fascista. Premesso che il pericolo non è imminente, dal momento che in parlamento non siede alcun esponente del partito fascista e, che tutti i fascisti sono morti come i partigiani, Luca, data la sua tenera età, l’unico rischio che correrebbe sarebbe quello di dover abbandonare jeans e sneakers per indossare la divisa da balilla. In tutto ciò i trentenni latitano. Vagando fra Ibiza e Gallipoli dissertando, sulle performance dei concorrenti del Grande Fratello, sorseggiando drink e degustando plurime varietà di marijuana. Quelli della generazione di mezzo, cresciuti a pane e pokemon, sono annichiliti, schiacciati dalle due generazioni che li hanno preceduti: i nonni sessantottini che con nonchalance sono passati dalle barricate al lavoro in banca e i genitori yuppies che si abbuffavano di ostriche sognando gli spaghetti all’amatriciana.

Per onestà va detto che qualcuno ci prova. Il Ministro del Lavoro, 31enne rampante, passato con un balzo dai gradoni del San Paolo ai gradini di Palazzo Chigi, è il capofila di una nutrita schiera di deputati under quaranta, a disagio in giacca e cravatta come un ragazzino alla prima comunione. Tutto ciò mentre altri ragazzini, che la prima comunione l’hanno appena fatta davvero, rubano loro  la scena in felpa e scarpe da ginnastica.

Sarebbe una bella trama per una sitcom, se non fosse la realtà dei fatti.

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