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Come difendersi dallo spam elettorale: a Milano il 31 marzo

23/03/2004
Tavola rotondaPrivacy e cittadiniCome difendersi dallo spam elettorale di e-mail ed SMS/MMSCentro Congressi Milanofiori, Assago (MI), 31 marzo 2004, ore 16:30
La tecnologia corre troppo velocemente per poter essere anticipata dalla legislazione. Inoltre la necessità di armonizzare svariate legislazioni internazionali, spesso in un gioco di scatole cinesi, allunga i tempi e diluisce gli effetti. A ciò si deve aggiungere l'impossibilità di tracciare i confini della nazione elettronica di Internet.Dal 1° gennaio 2004 in Italia è in vigore il Codice in materia di protezione dei dati personali –anche detto Codice della privacy- che stabilisce regole certe per la sicurezza dei dati in azienda.Come tutte le leggi giovani, la prassi di questo Codice è ancora in via di consolidamento, ma le direttive sono chiare.Altrettanto chiare sono le conseguenze che coinvolgono altri aspetti, tra i quali un posto importante è lo spamming, l'invio di messaggi indesiderati in formato elettronico.In Italia lo spamming è un reato secondo il decreto legislativo 196/2003, in vigore dal settembre 2003. Le pene riguardano solo le infrazioni che portino ad un lucro da parte del mittente. Il provvedimento massimo è di 3 anni di reclusione, ma sono previste anche sanzioni pecuniarie. Fra l'altro, il d. lgs. 196/2003 ha recepito la direttiva europea (2002/58/CE) e richiede che il destinatario abbia preventivamente manifestato il libero consenso all'invio di messaggi.Si tratta di una norma più restrittiva di quella in vigore negli States dal 1° gennaio 2004, detta "Can Spam Act" con un incredibile gioco di acronimi (*).
Ma recentemente si è compreso che esiste un sistema di comunicazione alternativo alla posta elettronica: i messaggini sul telefonino, gli SMS (short message service). Il reperimento dei numeri è più complesso di quello delle mail; la lunghezza del messaggio è minore. Stando agli esperti, però, l'efficacia sembra essere molto maggiore, anche perché si attaccano categorie meno protette quali i giovani e i neofiti, mentre la posta elettronica è per la gran parte usata da persone con un minimo di capacità di filtro.Tra qualche mese in Italia ci saranno alcune consultazioni elettorali di grande importanza, relative alle amministrazioni locali ma anche allo scenario europeo. Servono norme chiare per evitare che i nostri ausili elettronici, il personal computer e il telefonino, siano intasati da messaggi promozionali.In tale direzione si è già fatto molto. Lo scorso 13 febbraio il Garante per la protezione dei dati ha esteso ad SMS ed MMS alcune regole già valide per le e-mail. Alla luce delle novità introdotte dal Codice della Privacy, in vigore dal 1° gennaio, il Garante ha fornito precise indicazioni alle quali partiti e candidati devono attenersi. La lista precisa quando la mail è legittima e quando è illegittima, indicando anche quando il cittadino può ritenersi parte lesa e rivolgersi all'autorità giudiziaria o al Garante. Il recente Provvedimento integra e rafforza le regole già espresse il 15 marzo 2003 sull'invio degli SMS cosiddetti "istituzionali". Quali sono i reali confini della situazione? E' possibile aggirare le norme e rendere inutilizzabili PC e telefonino? Come possiamo fare per difenderci? A queste ed altre domande risponderà la Tavola Rotonda del 31 marzo.Leo Sorge modera la conversazione con Stefano Betti, Stefano Gulmanelli e Davide Bennato (Fondazione Luigi Einaudi - Roma). E' stata richiesta la presenza di un Esponente del Garante dei dati personali.
(*) Il nome deriva dalla definizione "Controlling the Assault of Non-Solicited Pornography and Marketing Act", in italiano "controllare l'assalto di materiale pornografico e promozionale non richiesto".

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