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Come si comunica in emergenza e crisi?

26/03/2019

Toni Muzi Falconi

Al via la nuova Masterclass di Emergenza24, dedicata ai temi della comunicazione di emergenza e di crisi. Il progetto, realizzato grazie alla collaborazione di BinarioF di Facebook a Roma, si terrà il prossimo 29 marzo.

Mi preme affermare che, prima ancora di destinare le pure indispensabili e urgenti risorse al riassetto ‘materiale’ del nostro territorio, è prioritario far confluire competenze e risorse all’ancora più urgente riassetto delle percezioni, delle conoscenze e della cultura (mindset?) del rischio di noi che di quei disastri siamo responsabili (per dirla all’ultima moda, resilienza).

Se è sicuramente vero che le stesse modalità di preparazione, di prevenzione, di governo e di rendicontazione "professionali" del fenomeno "emergenza sul territorio" sono profondamente cambiate anche, ma non solo, per via della trasformazione digitale e l’omnipresenza (nel bene e nel male) dei social, è anche vero che il bagaglio di conoscenze e di competenze professionali di "governo dell’emergenza", nulla smentisce in merito alla efficacia dei principali paradigmi operativi pre-digitali.

Un esempio fra i tanti: oggi più che mai stimolate dalla trasformazione digitale della società, le organizzazioni private, pubbliche e sociali sono chiamate ad immaginare tutte le emergenze possibili, selezionare quelle meno improbabili, per ciascuna identificare una squadra di preparazione, preparare what if: è certo vero che oggi come ieri le emergenze non si presentano mai come si erano preparate, ma è anche vero che cosi operando l’organizzazione rimane all’erta e le persone cruciali sono preparate.

Peraltro, osservo con sollievo che da noi oggi si esita a definire "naturali" le quotidiane distruzioni del nostro territorio. Sono accadimenti indotti - ormai è chiaro a tutti - dai nostri stessi comportamenti. Non è oggi più possibile negare che, più di ogni altra variabile, le persone umane contribuiscano a determinare questa distruzione.

Il vero tema è la consapevolezza (mindfulness, per dirla all’ultima moda), prima ancora della identificazione delle diverse emergenze possibili, dei soggetti da coinvolgere e da attivare per prevenirle e poi gestirne insieme le conseguenze quando succedono.

E la consapevolezza si declina soprattutto, per noi operatori, in relazione (dialogo e comunicazione).


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