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Comunicare la cultura: Ferpi Lazio propone un nuovo appuntamento per i suoi incontri a Microfoni Spe

04/05/2004
Un regalo ben impacchettato, con un nastro e un fiocco che si accordi con il colore della carta, un biglietto con dedica specifica per il destinatario, sortiscono tutt'altro effetto in chi riceve rispetto a una bottiglia di vino o ad un libro nella confezione del negozio in cui l'abbiamo appena acquistato: da una parte la dedizione, la cura, la programmazione, dall'altra una vita frenetica che antepone altri impegni al regalo.Si può comunicare con cura, dedizione o con fretta e frenesia.In entrambi i casi però sono indispensabile due elementi: la confezione del regalo, e il regalo stesso.Il regalo senza confezione (il convegno, la pubblicità, la veste grafica, il "contenitore" televisivo, la sigla...) è indubbiamente una sciatteria, ma peggio ancora sarebbe scartare la confezione e trovare il vuoto, non trovare alcun regalo.Noi "comunicatori", abbiamo pensato questo convegno sulla comunicazione degli eventi culturali, proprio per fare "un passo indietro": abbiamo invitato le realtà più significative tra i promotori di eventi della Capitale e non, per analizzare insieme "le buone pratiche" per la riuscita di un evento.Per comunicare qualcosa, (ci) serve appunto "qualcosa" da comunicare: la comunicazione, anche la più riuscita ed efficace, non potrà mai prescindere da questo "qualcosa", altrimenti avremo il regalo vuoto di cui sopra.La tendenza onnivora della comunicazione per la comunicazione, del messaggio senza opera, che attraversa il cyberspazio fino a semantizzare i corpi (dai tatoo alle chirurgie estetiche), ci descrive sostanzialmente una perdita dell'oggetto della comunicazione; o meglio l'oggetto della comunicazione è la comunicazione stessa, perdendo così quella forma di svelamento che descrivevamo come l'atto di scartare un regalo: lo stupore. Lo smarrimento di un giudizio critico, la "fusionalità" come perdita delle differenze, ci restituiscono dei segni senza rimandi.Abbiamo deciso di analizzare gli eventi della cultura come simbolo di "qualità", laddove una buona comunicazione restituisce all'evento/oggetto i propri attributi: magari ignorati, trasfigurati, nascosti, ma appunto mettiamo in bella mostra delle "qualità", dei valori inerenti all'oggetto comunicato, non alla comunicazione.Questa distinzione crediamo sia necessaria e conduca ad una responsabilizzazione delle "parti"; sia chi comunica per professione sia chi (ente pubblico, no profit, aziende) promuove iniziative culturali.Sectio sas comunicazione visivaEnrico Parisio - Direttore CreativoEcco il programma:Speciale Microfoni SpentiCOMUNICARE LA CULTURA 13 maggio Fondazione Adriano Olivettivia G. Zanardelli, 34 – Roma ore 17.00sponsor dell'iniziativa:Ferpi LazioItinera comunicazioneSectio – comunicazione visivaItineraArci
 
Porgono i salutiSissi Peloso Presidente FERPILaura OlivettiPresidente Fondazione Adriano OlivettiApre i lavoriMariella GramagliaAssessore alle Politiche per la Semplificazione, la Comunicazione e le Pari Opportunità del Comune di RomaIntervengonoVincenzo VitaAssessore alle Politiche Culturali, della Comunicazione e dei Sistemi Informativi della Provincia di RomaRaffaele RanucciVice Presidente FedercultureStefano CicconeResponsabile Parco Scientifico e Tecnologico Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Sofia BoscoDirettore ufficio FAI Roma Carla RecchiResponsabile Ufficio Stampa e Comunicazione TAV Laura OlivettiPresidente Fondazione Adriano Olivetti ConclusioniCaterina IsabellaResponsabile Coordinamento FERPI LazioModeratoreCeleste BertoliniSenior Partner Itinera ComunicazioneLa serata si concluderà con un rinfrescoR. S. V. P.Itinera 06/48.15.303, Itinera Comunicazione 06/68.21.11.12barbara.felcini@tiscalinet.it

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