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Comunicazione d’impresa: una nuova collana di libri pratici ma rigorosi

21/10/2016

Giancarlo Panico - @dottorg

Una nuova collana dedicata alla comunicazione d’Impresa, edita da Franco Angeli, che coniuga rigore scientifico e taglio divulgativo. Ne abbiamo parlato con il direttore, Emanuele Invernizzi.

L’editore Franco Angeli ha lanciato la nuova collana “Comunicazione d’Impresa” con l’obiettivo di trattare temi di comunicazione rilevanti per le imprese e la professione ma affrontati con adeguato rigore scientifico. Uno strumento professionale con taglio divulgativo ma ricco di contenuti. Obiettivo ambizioso se si pensa alla storica frattura esistente in Italia tra approccio accademico e bisogni professionali ma che è necessario darsi per sostenere il nuovo e importante ruolo che la comunicazione ha assunto nella governance e per il successo delle imprese. Il compito è stato affidato a un Comitato scientifico composto da alcuni tra i più autorevoli esperti italiani di economia e gestione delle imprese, con la direzione di Emanuele Invernizzi, studioso che ha sempre coniugato l’interesse per la ricerca con l’impegno nelle associazioni professionali, a livello nazionale e internazionale, a cui abbiamo rivolto alcune domande.

 




 

C’era bisogno di una nuova collana di libri sulla Comunicazione d’impresa?
Sì. L’idea è nata da un colloquio con Ilaria Angeli, durante il quale ci siamo subito trovati d’accordo su due aspetti. Il primo, che la comunicazione è ormai diventata nelle organizzazioni complesse una funzione di importanza analoga a quella delle più consolidate funzioni come Risorse Umane, Finanza e Marketing, e che richiede quindi strumenti di formazione adeguati all’importanza raggiunta. Il secondo, che le pubblicazioni nel campo della comunicazione abbiano ancora spesso un taglio troppo accademico oppure siano dei manualetti operativi di nessun valore scientifico e quindi inutili, o addirittura dannosi, per la formazione dei professionisti.

Per affrontare seriamente questi due problemi non c’era a nostro avviso che pubblicare volumi: di adeguato livello scientifico dal punto di vista concettuale, metodologico e di innovatività; che trattino temi di comunicazione utili per le necessità dei professionisti e delle imprese; che coniughino la rilevanza dei temi con la semplicità del linguaggio.

Come raggiungere obiettivi, almeno apparentemente, così divergenti?
Ci stiamo provando facendo un gran lavoro con i membri del Comitato scientifico, prima di tutto agendo sulle proposte di pubblicazione che ci arrivano per orientarle in modo che ciascuna di esse risponda alle tre esigenze ricordate.

Va ricordato che la collana è referata, nel senso che chi intende pubblicare deve prima inviare una proposta, che viene valutata dal Comitato scientifico, e poi sottoporre il suo manoscritto a un processo di blind review in cui due colleghi, che non sanno chi sia l’autore e non sono essi stessi noti all’autore, lo valutano e danno suggerimenti migliorativi. Abbiamo voluto introdurre questa modalità al fine di evitare inevitabili personalizzazioni da un lato e, dall’altro, garantire un adeguato livello qualitativo e scientifico delle pubblicazioni. Che ci ha consentito peraltro di ottenere una prestigiosa certificazione della collana da parte di AIDEA, l’Accademia Italiana di Economia Aziendale.

Siete già al quinto volume: si può cominciare a fare un bilancio?
Il bilancio per il momento è positivo, ma lo faremo valutando le vendite dei volumi e i feedback dei lettori.

L’Editore tuttavia è molto soddisfatto dei risultati e del riscontro sui volumi pubblicati come, ad esempio, quello di Grazia Murtarelli dal titolo “Socrate 2.0. Strategie di dialogo online per l’impresa” (il terzo pubblicato) che prende le mosse da un’accurata analisi e sistematizzazione della letteratura internazionale e si propone nel contempo l’obiettivo di fornire strumenti di progettazione delle strategie dialogiche online e di presentarne esempi adottati in diversi contesti aziendali. Oppure come l’ultimo volume, pubblicato, in arrivo in questi giorni in libreria, di Stefania Romenti  dal titolo “Misurare il capitale comunicativo. Modelli e indicatori di performance della comunicazione per le imprese”. Dopo un’analisi delle radici disciplinari della ricerca valutativa, della misurazione di performance e degli intangibili di comunicazione, discute diversi casi aziendali e presenta il modello CCPM (Communication Performance Management) che illustra come costruire un efficace piano di misurazione.

Qual è l’interesse di questa collana per i professionisti?
Da un lato i professionisti potrebbero essere interessati come lettori proprio perché, come i due esempi mi auguro abbiano evidenziato, ogni volume si propone di coniugare profondità e solidità scientifica con utilità pratica per la professione. Dall’altro i professionisti, che oltre a leggere scrivono libri, potrebbero puntare a pubblicare nella nostra collana e mi auguro che la descrizione che ne abbiamo fatto possa rappresentare uno stimolo a farci delle proposte concrete. Che il Comitato Scientifico prenderà in seria considerazione!

 

 

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