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Comunicazione: è iniziata l'era biomediatica

04/10/2012

Lo sviluppo del web 2.0, la crescita esponenziale dei social network e la proliferazione degli smarthphone hanno posto al centro dell’attenzione l’individuo che è specchio e produttore di contenuti mediali. E’ l’era dell’esibizione del sé, come è emerso 10° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione.

L’autoproduzione di contenuti nell’ambiente web privilegia in massima parte l’esibizione del sé: l’utente è il contenuto. E’ il messaggio che emerge dal 10° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, I media siamo noi: l’inizio dell’era biomediatica, promosso da 3 Italia, Mediaset, Mondadori, Rai e Telecom Italia, presentato a Roma presso la Sala Capitolare del Senato da Giuseppe De Rita e Giuseppe Roma, Presidente e Direttore Generale del Censis, e da Renato Schifani, Presidente del Senato della Repubblica.
L’individuo, spiegano Censis e Ucsi, si specchia nei media (ne e’ il contenuto) creati dall’individuo stesso (che ne e’ anche il produttore). Il notevole sviluppo di Internet – sia del numero degli utenti, sia delle sue applicazioni, che ormai permeano ogni aspetto della nostra vita quotidiana -, l’evoluzione della rete dell’ultimo decennio nella declinazione del web 2.0, la crescita esponenziale dei social network, insieme alla miniaturizzazione dei dispositivi hardware e alla proliferazione delle connessioni mobili, sono i fattori che tutti insieme hanno esaltato la primazia del soggetto. La caratteristica che meglio contraddistingue l’evoluzione dell’habitat mediatico nell’era digitale, si legge nel rapporto, e’ la progressiva integrazione dei diversi strumenti di comunicazione. Grazie alla diffusione di device sempre piu’ piccoli e mobili e al successo dei social network, questa integrazione e’ ormai compiuta. Oggi la diffusione delle app per smartphone e il cloud computing stanno rafforzando ulteriormente la centratura sull’individuo del sistema mediatico. La tecnologia cloud, con la delocalizzazione in una sede remota della memoria presso cui risiedono i contenuti digitali, determina la ‘smaterializzazione’ delle macchine, che diventano sempre piu’ piccole e portatili, fino a costituire solo un’appendice della propria persona: un prolungamento che ne amplia le funzioni, ne potenzia le facolta’, ne facilita l’espressione e le relazioni, inaugurando cosi’ una fase nuova: l’era biomediatica, in cui diventano centrali la trascrizione virtuale e la condivisione telematica delle biografie personali.
“I media siamo noi”, prosegue il rapporto, e’ allora un’affermazione vera dal punto di vista della fruizione dei contenuti, che sintetizza correttamente l’evoluzione dei consumi mediatici, perche’ siamo noi stessi a costruirci i nostri palinsesti multimediali personali, tagliati su misura in base alle nostre esigenze e preferenze. Questo vale con riferimento alla possibilita’ di comporre in modo assortito i contenuti di intrattenimento di nostro gradimento sfruttando l’offerta delle emittenti tradizionali e mixandola con i contenuti reperiti grazie a Internet e alla moltitudine di device che possediamo; e vale anche rispetto alla possibilita’ di costruirci percorsi autonomi di accesso alle informazioni, svincolati dalla logica top-down del passato che implicava una comunicazione unidirezionale dei messaggi da parte delle fonti ufficiali. Ma i media siamo noi anche dal punto di vista dell’oggetto stesso della comunicazione, cioe’ dal lato della produzione dei contenuti, perche’ noi stessi realizziamo di continuo contenuti digitali e, grazie a Internet, li rendiamo disponibili in molti modi.
Anche l’informazione puo’ essere autoprodotta, oltre che autogestita: si pensi al successo di siti come YouReporter o alle innumerevoli occasioni in cui, per testimoniare eventi di cronaca di rilievo, i tg delle grandi tv nazionali hanno dovuto usare le immagini amatoriali girate da qualcuno con telefonini o videocamere non professionali. Con la proliferazione dei contenuti prodotti dall’utente, il primato del soggetto ha sfondato ormai anche l’ultima barriera, quella che era rimasta sul fronte della produzione. I contenuti generati dagli utenti (i software liberi, le enciclopedie gratuite, i forum, i blog, i social network, i siti web di citizen journalism, ecc.), dove circolano testi, immagini, video, fanno concorrenza alle stesse produzioni commerciali. L’io e’ al tempo stesso soggetto e oggetto della comunicazione mediale.

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