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Comunicazione, fiducia e made in Italy: gli asset su cui investire

25/06/2020

Irene D’Agati

Puntare tutto sugli investimenti come strada per la ricostruzione post Covid-19. Lo ha sostenuto Marco Bettiol che, lo scorso 11 giugno, ha inaugurato la seconda stagione dei CafFERPI promossi dalla Delegazione Ferpi Triveneto.

In un’epoca di cambiamenti e opportunità come quella che stiamo vivendo la chiave di volta è l’investimento. Tecnologico ovviamente, ma anche umano. Ce lo ha raccontato Marco Bettiol che l’11 giugno ha dato il via alla seconda stagione dei #CafFERPI promossi dalla delegazione Triveneto.

Marco, Professore all’Università degli Studi di Padova e autore di “Raccontare il Made in Italy” lo scorso anno è stato uno dei nostri speaker a Inspiring PR.

Durante l’ormai consueto caffè virtuale abbiamo parlato di comunicazione d’impresa, soprattutto in relazione alla trasformazione digitale e all’Industria 4.0, ed è emerso ancora una volta il concetto di fiducia, tema che avremmo dovuto affrontare nell’edizione 2020 di InspiringPR. Marco sottolinea quanto sia, anche in questo periodo di ricostruzione post Covid-19, un asset necessario per tutti, aziende e persone. La fiducia è un costrutto complesso e, come rivela l’etimologia, va appunto costruita passo dopo passo.

Come stanno reagendo le imprese? “In questo momento delicato venendo a mancare altri punti di contatto fisico, la gestione della comunicazione dentro e fuori dall’azienda è fondamentale soprattutto con il digitale”. La crisi sanitaria che si è trasformata in crisi economica ha messo in ginocchio alcuni settori più di altri. L’automotive ha avuto un calo del 54%, fashion e furniture - due delle tre eccellenze insieme al food per cui siamo conosciuti nel mondo e che rappresentano l’80% della produzione italiana - hanno subito un drammatico stop. Ma altre realtà come l’agrifood e la farmaceutica (intesa come tutte quelle aziende del settore meccanico che lavorano per l’industria farmaceutica) hanno registrato un andamento positivo. Si è visto come chi abbia deciso di investire nella tecnologia, nell’infrastruttura digitale e nelle relazioni col pubblico sia riuscito a restare a galla, se non a migliorare la propria performance.

Non solo i big player, anche i piccoli commercianti hanno finalmente intuito le potenzialità di un uso costante e consapevole della tecnologia, in particolare e-commerce e social network, per gestire in modo proficuo il rapporto con i clienti.

Di fronte a “un nuovo modo di gestire la comunicazione, che prima si basava esclusivamente sul bisogno, anche le aziende più tradizionali hanno capito di poter trarre nuova linfa da questa opportunità” proponendo in maniera innovativa i propri prodotti e servizi a un pubblico ormai già bendisposto nei confronti del dialogo e dell’interazione.

“Molte aziende hanno sempre pensato che la tecnologia fosse una specie di compliance, invece il digitale è un investimento costante, è un miglioramento continuo, non solo uno standard di qualità da dover mantenere a un determinato livello.”. È un errore che non si può più commettere. Il punto focale è “non smettere di investire, perché la tecnologia cambia e le opportunità crescono, meglio investire poco ma costantemente.”.
Adesso c’è una nuova dimensione da sfruttare nell’Industria 4.0, far interagire la comunicazione con la gestione della produzione: “il Marketing e le PR entrano direttamente in fabbrica, non c’è più una separazione, il 4.0 ti consente di mettere insieme i reparti e si può costruire un ponte che collega anche l’interno con l’esterno.”. Davvero cruciale in tempi di smartworking.

“Mi aspetto dei cambiamenti e degli investimenti importanti nel futuro dell’impresa, sia a livello di tecnologie che di formazione delle risorse umane.”. E in merito alla capacità delle aziende del Nordest di resistere alle criticità del mercato Marco sottolinea che la resilienza ha delle precondizioni, puoi sopravvivere solo “costruendoti delle alternative, lavorando su progetti paralleli che, magari nell’immediato non sono fondamentali, ma nel momento del bisogno possono essere potenziati.”.

Meglio prepararsi quindi sondando nuovi progetti, per arrivare pronti alla prossima sfida.

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