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Comunicazione: la necessità di un vocabolario condiviso delle professioni

28/05/2012

La proposta del Ministro della Pubblica amministrazione e per la semplificazione, _Filippo Patroni Griffi_, di un gruppo di lavoro interistituzionale e interassociativo per realizzare un vocabolario condiviso delle competenze delle professioni della comunicazione. Se ne è discusso a Salerno al _XXII Convegno dell'Associazione Italiana per la terminologia_ cui ha partecipato il vicepresidente Ferpi.

Le professioni della comunicazione, in Italia, sono quelle che soffrono di più la mancanza di un classificazione condivisa, un linguaggio e una terminologia comune.
E’ una delle questioni emerse dal XXII Convegno dell’Associazione Italiana per la terminologia (Ass.I.Term) Comunicare in Europa. Lessici istituzionali e terminologie specialistiche, organizzato venerdì 25 e sabato 26 maggio dal Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università di Salerno.
Tema di grande attualità per il ruolo socio-economico strategico assunto dalle professioni della comunicazione su cui il Ministro della Pubblica Amministrazione, Filippo Patroni Griffi, intervenuto telefonicamente alla tavola rotonda conclusiva del convegno, ha proposto di avviare un gruppo di lavoro interistituzionale e soprattutto interassociativo con l’obiettivo di realizzare un vocabolario condiviso delle abilità e delle competenze delle professioni, a partire da quelle in ambito pubblico, in linea con quanto richiesto a livello europeo.
Necessità dettata anche dal mercato e dall’evoluzione delle competenze professionali che hanno nella comunicazione una tra le più importanti competenze trasversali, come ha illustrato bene nella sua relazione introduttiva Pietro Scalisi dell’Istat.
“Le novità introdotte nell’ultima edizione della classificazione – ha detto Scalisi – riflettono le trasformazioni del mercato del lavoro nel tentativo di adeguare la trama classificatoria ai settori professionali emergenti e all’innalzamento generale della complessità dei contenuti del lavoro”.
Tavola rotonda molto interessante quella su Terminologie e culture della parola: nuove professioni per l’Europa 2020 in cui si è discusso dell’importanza della terminologia per la classificazione delle professioni della comunicazione e delle competenze trasversali indispensabili, con il vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, il presidente della CRUI, Marco Mancini, Fabio Pistella per DigitPA, il vice presidente Ferpi Giancarlo Panico, Umberto Costantini per l’Associazione Italiana di Comunicazione Pubblica e Istituzionale, Roberto Guarasci e Maria Teresa Zanola per Ass.I.Term.
I lavori sono stati introdotti dalla presentazione dell’indagine Istat sulle professioni e sulle trasformazioni del mercato del lavoro e dalle prospettive Isfol sul progetto “ESCO” della Commissione europea per la classificazione delle competenze e delle qualifiche per la mobilità dei lavoratori in Europa.
Per il vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, l’Italia si deve dotare di strumenti finalizzati alla trasparenza delle qualifiche e delle competenze per favorire meritocrazia e mobilità dei lavoratori in Europa ma soprattutto “serve un linguaggio condiviso della comunicazione: senza la definizione di un linguaggio comune è difficile pensare all’Europa unita”.
Per il presidente della Crui, Marco Mancini, la terminologia può essere d’aiuto per la denominazione delle professioni, per definire un vocabolario condiviso delle abilità e delle competenze per la classificazione delle professioni, ed è utile per l’interoperabilità semantica tra i sistemi informativi delle istituzioni.
La sintonia tra i partecipanti alla tavola rotonda e l’impegno per la creazione di un gruppo di lavoro sul tema rappresenta un importante risultato per gli organizzatori Annibale Elia, Roberto Guarasci, Maria Teresa Zanola e Daniela Vellutino, docente di “Comunicazione Pubblica e Linguaggi istituzionali” all’Università di Salerno, socia dell’Associazione Italiana Comunicazione Pubblica e Istituzionale e Ass.I.Term, che ha promosso ed organizzato l’iniziativa.

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