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Comunicazione politica: ne vogliamo parlare?

08/02/2005

Una riflessione di Riccardo Garavaglia.

Parlando con Fabio Bistoncini e Mario Rodriguez a margine di un'assemblea della FERPI ho chiesto a loro se non fosse possibile organizzare anche a Milano un seminario sulle rispettive competenze (Lobbing e Comunicazione politica), ricevendo un confortante consenso a mettersi a disposizione per realizzarli.E' emersa, però, una questione: quanto può essere utile ? Una domanda, ovviamente, che non riguarda la lectio, da cui avremmo comunque un vantaggio. La domanda è relativa al perché. In realtà la domanda completa sarebbe: perché farlo ? quanto può essere utile una discussione sulla comunicazione politica e sulle implicazioni relative alla rappresentanza di interessi legittimi presso la politica ?Io penso che nel momento storico sociale che stiamo vivendo ci siano seri motivi per affrontare l'argomento.Tutta la politica è in movimento, e gli assestamenti dureranno, a mio avviso, ancora un decennio, vale a dire altre due legislature. E' opportuna una discussione sul modo in cui affrontare l'attività di comunicazione e di rapporti con la politica prima di trovarsi tra i piedi i soliti orecchianti. Non per sminuire o svilire chicchessia, solo per creare una pietra di paragone, un benchmark, anche in questo campo. Chi avrà competenza sarà chiamato e farà scuola anche agli amatoriali, che avranno un modello.Ho rilevato molta voglia di liste indipendenti, che rappresentino le persone (35%) che sentono di non appartenere alle formazioni attuali. Quelli che i nostri carissimi nemici/amici  giornalisti definiscono, per ora solamente per comodità, vecchi partiti, stanno per ammettere di essere davvero vecchi, tutti i politici stanno tentando di creare nuovi soggetti adatti a rappresentare un maggior numero di persone. A mio parere questo avverrà con la "frammentazione aggregata", per dirla come farebbe Aldo Moro. Nasceranno molti più soggetti indipendenti che si aggregheranno poi tra loro sulla strada "liberale" o su quella "conservatrice".Ma come potremmo, da professionisti al servizio della comunicazione, contribuire al processo ?Di sicuro non potremmo assumere vesti larghe come quelle dei politici. Nemmeno potremmo confinare l'ergomento nel tecnicismo professionale, anche se già questo sarebbe un buon risultato. Forse potremmo aiutare a definire i temi, mettere il caglio alla discussione, tenendo sempre ben presente il nostro ruolo di suggeritori.Badate bene, le mie sono solo domande e riflessioni, non ho velleità teologizzanti, solo vedo aumentare la domanda di consulenze di comunicazione politica e reagisco proponendo argomenti per crescere professionalmente, tutto qua.A quanti interessa ?Riccardo Garavaglia.

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