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Critiche e lodi al seminario sulla comunicazione politica del 3 marzo scorso. Una Ferpi vivace come

16/03/2004
Buona giornata dalla Riviera dei Fiori, carissimi! Di ritorno da Roma, soddisfatta del mio primo seminario di aggiornamento Ferpi, raccolgo al volo l'invito di Enrico Cogno e Mario Rodriguez di aprire un Forum sulla campagna elettorale che è già partita. Ritorno al seminario di ieri. Il ritmo è stato veloce (troppo per i giovani, ascoltando i loro commenti) e questo ha permesso di "sfogliare mentalmente" i nostri appunti personali e di aggiornarli con commenti. riflessioni etc... senza dover ripetere cose già note ed esperienze già vissute. Interessanti gli interventi finali, con le precisazione di Mario sull'immagine (modifica, costruzione ex novo, etica...) Il tema avrebbe richiesto mezza giornata... anche per puro piacere nostro di discussione filosofica e dibattito. Buon lavoro a tutti. Danila Ceva - CMC - Imperia ( Socia Professionista dal dicembre 2003)



Carissimi, ieri ho partecipato con entusiasmo al seminario sulla comunicazione politica elettorale. A tal proposito chiedo di poter ricevere cortesemente un attestato di partecipazione al suddetto seminario e di iscrivermi gentilmente al prossimo sulla comunicazione interculturale che si terrà a Napoli il 28 aprile c.a.Pasquale D'Errico - CONSIT - Napoli (Socio Professionista dal 2002)



Nel complimentarmi per il brillante corso di aggiornamento, fornisco la mia e- mail, come d'accordo con il prof. Rrodriguez, per creare un gruppo di confronto sul tema del corso. Cordiali saluti. Antonella Loprete - Amministratore Delegato Pyramide s.r.l. - Roma (Socia professionista dal 1990)



Vi trasmetto la mia iscrizione alla sezione studenti, al termine del seminario del 3 marzo. dr.ssa Maria Luisa De Petris - Master in Comunicazione d'Impresa Centrostudi Comunicazione Cogno Associati



Il seminario di Aggiornamento Professionale FERPI del 3 Marzo è stata un'esperienza molto motivante per noi studenti, in particolare per noi che facciamo parte delle sei task force del marketing associativo.Ci ha permesso di "rubare" degli strumenti di sicura utilità per la nostra futura professione, come ad esempio le considerazioni di Mario Rodriguez riferite ai concetti:

"l'elettore e il candidato devono essere coinvolti entrambi in un'esperienza che cambi la realtà del territorio di cui fanno parte, proprio come strette di mano invisibili di smithiana memoria"
"non è importante quello che il candidato dice ai propri elettori, ma quello che gli elettori dicono fra di loro dopo averlo ascoltato".
E' stata un'esperienza formativa coinvolgente che ci ha fatto capire quanto importante sia il confronto nella professione del comunicatore.Noi giovani auspichiamo ulteriori approfondimenti su tematiche sempre più inerenti al mercato ed alle nuove tecnologie.dr. Francesco De Feo – Master in Comunicazione d'Impresa CENTROSTUDI COMUNICAZIONE COGNO ASSOCIATI




Leggo il commento di Enrico Cogno sul sito: non si può non essere d'accordo con lui. E' vero, l'approfondimento è quello che in primis rischia di non vedersi del tutto compiuto quando ci si propone di trasmettere in una giornata, per quanto intensa e perfettamente scandita nel programma e nell'andatura (perchè così è stato), cultura e strumenti insieme e non fiumi di parole inutili e soporiferi (mi è capitato, qualche volta, di "aggiornarmi" annoiandomi, in contesti del tutto "assenti" e incolori e uscendo dalla location esattamente così come ero entrata). Quando ci si propone questo e soprattutto lo si fa concretamente, è certamente inevitabile rincorrere questo e quell'argomento, lasciando comunque qualcosa di aperto e scoperto. Ma è la forza coraggiosa di un incontro che con onestà e professionalità mette in gioco tutto un patrimonio di contenuti che oltre ad essere indicatore di un successo è anche linfa per un dibattito. La disponibilità di un giorno, l'importanza e la delicatezza di temi, il numero elevato di partecipanti, anche se stravolgono i piani, rendono un seminario d'aggiornamento un generoso scambio di quel quid che non sta nei manuali e nemmeno nei trattati. Di più: uno scambio tra Persone. La nuova sede del Centro Studi Comunicazione è davvero cool e piacevole e la verve di Enrico Cogno diverte, intrattiene e, pezzo forte, dispensa chicche di Mestiere senza che ce ne si accorga. E' stata una grossa occasione di crescita professionale e per il livello dei professori che si sono alternati e per la generosità e l'"atleticità", visti i tempi stretti, con cui hanno saputo passare fluidamente e nient'affatto schematicamente (come a volte può accadere, da programma) dalla teoria alla pratica e viceversa. Con un ritmo che non ha perso una battuta, si è passati dalle perle di saggezza dispensate a larghe mani con simpatia e leggerezza dal Prof. Rodriguez, allo stile efficacemente "mitragliante" ed estremamente pragmatico e diretto, di Sergio De Luca, capace anche nel rendere bene il pathos che investe la professione dell'addetto stampa non solo in campagna elettorale, alla spigliatezza giovanile ma fortemente competente di Genazzani e Roncagli, alla impeccabile tecnicità con cui Ricci ha saputo alleviare la prosaicità e la "specialisticità" del suo prezioso intervento. Tanti elementi di interesse, per chi come me non si occupa specificatamente di comunicazione elettorale, ma nel prepararsi ad un'eventualità del genere, foss'anche remota, ha voluto cogliere comunque un arricchimento globale che sempre si ottiene quando le cose sono così ben congegnate. E' chiaro, avrei voluto approfondire questo o quello, dirottare alcune pressioni della platea da una qualche questione tecnica, troppo puntuale ed insistente, ad una più ampia visione d'insieme. Avrei voluto un giorno in più di "studio", perchè di questo si è trattato. Avrei voluto volare più largo, al contrario di certa platea che forse era lì soprattutto per dirimere problematiche legate all'emergenza che non a conoscere un'area molto particolare della comunicazione e "imparare ad affrontarla". Se fossi stata ancora una studentessa, ma non lo sono più da poco, e in fondo lo sono "dentro", sarei davvero grata a questo gruppo di "pazzi lucidi". In questo mi allaccio indirettamente a quanto Enrico Cogno afferma riguardo all'opportunità di ritagliare fisionomie di partecipanti più giustificate al tema oggetto di un seminario. Ma resta forte il dovere di sviluppare e tenere allenata costantemente quella curiosità professionale di cui nessuno dovrebbe fare mai a meno. La "commistione" poi di persone, professionalità, idee, perfino esigenze, è, per me, assolutamente costruttiva. Personalmente "adoro" le differenze. Abituiamoci a questo, è una grande ricchezza. Facciamo attenzione a non diventare "provinciali", quando il recinto, incidentalmente, per una volta, non protegge il nostro orticello. Potrebbe essere una fortuna.   Lo dico a chi si fosse sentito non del tutto a proprio agio (c'è sempre, ovunque). Non trasformiamo in un limite quello che potrebbe essere una marcia in più. Orietta Rappolli



Abbiamo letto con attenzione l'intervento di Enrico Cogno sul seminario sulla Comunicazione Politica a cui abbiamo partecipato con entusiasmo e la prima impressione è stata quella di...aver sbagliato indirizzo! Non concordando, in linea di principio con „Pur senza contare gli studenti presenti, per i quali qualunque tipo di esperienza rappresenta in ogni caso una crescita „ vorremmo portare il nostro contributo con alcune osservazioni sull‘evento per alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarci a trasformare un „qualunque tipo di esperienza" in una piacevole e gratificante:

Non è stata preparata una cartellina per i partecipanti con materiali relativi all‘evento. (Ma neanche una copia del programma della giornata...)
In assenza di materiale cartaceo di background, non c‘è stata nell‘introduzione una qualche presentazione del primo relatore, nè del moderatore.
La scelta della sala, ad ELLE, che ha diviso il pubblico in due tronconi separati e la scarsa ventilazione di una sala in cui sedevano sessanta persone (solo al pomeriggio hanno aperto un po').
I questionari di valutazione – non distribuiti a tutti i partecipanti (perché "non ce n‘erano abbastanza") – portavano su ogni pagina l‘intestazione e la data del seminario di Verona sulla comunicazione tra profit e non profit.
Il cambiamento di programma del pomeriggio è stato annunciato, ma non motivato.
La presenza di sessanta partecipanti anzichè trenta come annunciato nel programma.
I supporti tecnici usati dai relatori si sono limitati a presentazioni Power Point e ad alcune lastrine (sulla qualità di quelle usate da Sergio De Luca – i dieci punti del suo catalogo ..."possiamo, ...possiamo... possiamo" sulle domande da fare a chi vuole intervistare il nostro "capo" – senza nemmeno un titolo, stiamo ancora riflettendo).
All‘inizio non sono state stabilite le "ground rules" con i partecipanti – abbiamo assistito ad un continuo squillare di telefonini con il climax raggiunto da una partecipante che si è allegramente messa a parlare al telefono durante un‘intervento.
Alla conclusione dell‘incontro, momento cruciale per suggellare una giornata e raccogliere impressioni e suggerimenti, tutti hanno iniziato ad andarsene per sfinimento con Rodriguez che alla fine ha preso atto del fatto che molti erano già andati via ed i rimasti in piedi con i cappotti ed ha sciolto la riunione.
Abbiamo pensato fosse importante riparlare di questi punti, da noi già esposti nel questionario di valutazione, proprio per la nostra recente adesione a FERPI studenti, in cui crediamo profondamente, per l‘attenzione dimostrata dalla Federazione alle critiche costruttive e ad un nuovo rapporto con la realtà studentesca. Grazie per l'attenzione e buon lavoro. Mario Ianniello, Valeria Simioni, Giulia Spagnol




Innanzitutto ringrazio Enrico Cogno per la sua continua disponibilità. In seconda battuta vorrei evidenziare solo alcune cose di cui sono stata testimone. Durante la giornata è stato detto diverse volte di spegnere i telefonini, sia da Enrico che da Mario, in forma "elegante": non è colpa nostra se c'è chi si ritiene importante al punto da non poter spegnere il cellulare per qualche ora (e se Bush lo chiama per consultarsi su cosa fare in Iraq?). I questionari sono stati distribuiti, ma vi sono stati diversi partecipanti che li hanno depositati vuoti sulle sedie. La giornata non è finita frettolosamente, ma alle 19 e sono stati molti i partecipanti che già con i cappotti addosso si sono fermati a parlare con i relatori.Tutto ciò lo dico con cognizione di causa, dato che io, Mario ed Enrico siamo andati via insieme per ultimi.Sinceramente non mi sono accorta di quanto è stato evidenziato puntigliosamente dai tre studenti, e mi dispiace.Come commissione aggiornamento vi sono state senz'altro delle pecche, mi piacerebbe conoscerle (ma quelle reali) perché ne va a vantaggio sia della commissione (per migliorare) che di tutta la Ferpi.Nicoletta Perondi



Enrico Cogno risponde
Grazie a quanti hanno espresso la loro opinione: alcune lodi sono delle coccole davvero gradevoli, soprattutto essendo inattese, altre si commentano da sè. Confesso di aver commesso due errori: il primo, quello di non aver capito che erano presenti non soltanto colleghi ed amici, come eravamo abituati in passato, ma anche degli esigenti studenti che ti bacchettano se non rispetti certi formalismi. E' che io avevo in mente quando, da giovane, andavo a sentire Attilio Consonni, Guido de Rossi, Lino Cardarelli,  Ghigo Roggero, Aldo Chiappe, per citarne solo alcuni. Erano grandi. Non mi ricordo se sala in cui avvenivano questi incontri fosse a forma di ELLE, comunque mi sarebbe importato poco. E se avesse fatto un po' troppo caldo avrei aperto la porta io stesso. Forse davano in apertura le ground rules, ma certo si sarebbero sentiti un po' ridicoli a chiamarle così. Se non conoscevo il nome di un relatore mi sembrava un limite personale e non dell'oratore, come per una citazione di un autore importante o di un libro. Certo non esistevano i telefonini, la gente era meno villana, non circolavano tanti cacasenno. Ma e' vero, siamo stati poco formali. Addirittura sono stato cosi' sciocco da aver pensato che avere piu' persone del previsto fosse un segno di successo. Ma sul secondo errore devo proprio scusarmi, assolutamente non me lo perdono: mi riferisco al fatto di aver scritto che per gli studenti (pensando a quando ero studente io) qualunque tipo di esperienza puo' rappresentare una crescita: stavo mentalmente riferendomi a me, ma non sono stato chiaro e la frase effettivamente poteva sembrare diretta a tutti gli studenti. Perche', vedete, quando partecipavo a degli eventi che si potevano considerare imperfetti o addirittura sbagliati, io comunque imparavo qualcosa. Anzi, imparavo soprattutto da quegli errori. Questo intendevo dire. Comunque, mi sono informato su di voi, giovani amici di Gorizia, e so che siete bra-vissi-mi. Questo mi rasserena perchè, preparati come siete, non correrete il rischio di essere stritolati dal mercato nonostante le vostre pretese piuttosto alte e poi, tra qualche anno, probabilmente farete parte della Commissione Aggiornamento Professionale e i soci non dovranno piu' subire delle aule a ELLE, delle mancate presentazioni dei relatori, i programmi saranno rispettati alla lettera, Rodriguez non dovra' parlare alla gente che se ne va...Sara' finalmente una cosa seria. Meno male, incominciavo a preoccuparmi.          
Enrico Cogno

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