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Dai Congressi Euprera e Prime di Lisbona emerge prepotente la questione delle relazioni pubbliche so

15/11/2005

Italiani... Assenti ma, grazie al successo di Trieste, con il privilegio di chiudere tutti e due gli eventi

Erano più di duecento gli studiosi, docenti e professionisti europei che hanno partecipato dal 10 al 13 novembre al Congresso annuale di Euprera (associazione europea di ricerca e di educazione di relazioni pubbliche).Buono il livello medio degli ottanta e rotti paper presentati in quattro sessioni parallele e due plenarie, ottimo il lavoro organizzativo e relazionale dei colleghi portoghesi e deprimente la constatazione che il nostro Paese fosse quello con una delegazione più scarna (eravamo in tre).
Nei prossimi giorni molti paper saranno visitabili su www.euprera.org, ma la cosa migliore per le decine di italiani che oggi, anche grazie alla Ferpi, hanno un incarico di docenza in qualche università o istituto di alta educazione, o per quelli che vorrebbero averlo, oppure per quelli che, grazie anche alla Ferpi, hanno pubblicato qualche libro di ricerca o divulgazione o vorrebbero farlo... Sarebbe di iscriversi a Euprera entrando così in un circuito ad elevato valore aggiunto.
In questi ultimi anni si è avviata la sprovincializzazione delle relazioni pubbliche italiane, ma molto resta da fare e riusciamo sempre a segnalarci come fanalini di coda...Anche il congresso di Prime (l'associazione degli studenti europei in relazioni pubbliche) tenutosi in parallelo ha visto soltanto un italiano fra gli ottanta presenti.Per contro, è stata ottima l'accoglienza riservata all'intervento di chiusura del Congresso Euprera di Nicoletta Cerana e Toni Muzi Falconi e molto apprezzato l'altro intervento a quattro mani presentato dal portoghese Joao Duarte e dall'italiano Fabio Ventoruzzo presentato in chiusura del congresso di Prime.(tmf)

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