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Dig-it.it

22/04/2010

Il primo sito italiano di giornalismo on demand: i lettori diventano editori, decidono e sostengono finanziariamente le inchieste e i servizi da pubblicare. Una dimostrazione della libertà e della qualità dei contenuti che circolano in rete.

Il progetto di Dig-It nasce dal lavoro di un gruppo di giornalisti e specialisti della comunicazione, anche e soprattutto, in campo informatico e Internet.
Dig-it, di fatto, è al tempo stesso editore e redazione. L’idea del sito scaturisce dalla necessità di cambiamento. L’editoria tradizionale sta attraversando un momento di crisi, dovuta in parte alla crisi economica ed in parte all’avvento sempre più incalzante di Internet.
“La gente continua a chiedere buon giornalismo, e soprattutto è stanca di pagare per avere in cambio giornalismo capzioso, urlato, partigiano. Inventiamo allora un diverso rapporto fra lettore e operatore dell´informazione senza intermediazioni di gruppi editoriali più o meno schierati. Da una parte il giornalista, dall´altro il suo unico editore vero (idealmente): il lettore. Ecco allora Dig-It. To dig, scavare, in inglese. Dig it, scava più a fondo. Ma anche – in gergo – mi piace. Dig it come Digit, digitale.
Dig-It propone inchieste giornalistiche, l´utente decide se sono interessanti e le “compra”. Ogni inchiesta o reportage ha un suo costo che viene sostenuto dagli utenti. Dig-It propone temi, ma soprattutto accoglie e rilancia proposte: l´utente suggerisce un´idea, se questa piace agli altri utenti che sono disposti a pagare per far partire il lavoro, il lavoro parte.
Dig-It è un giornale/non giornale. Non ci sono rubriche, non ci sono sezioni. Ci sono articoli, approfondimenti, commenti. È un portale di inchieste e più in generale di giornalismo on demand. In tempi di citizen journalism, in cui una testata on line è arrivata a vincere il Pulitzer, un sito da salvare tra i preferiti e perché no, aiutare a crescere.

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