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Ecco come sarà il 2008

22/01/2008

Sarà l'anno del cloud computing e del sorpasso cinese su internet, della web tv e dell'apertura definitiva ai lettori da parte dei giornali. Ma anche dell'ulteriore profilazione degli utenti. VisionPost ha fatto qualche previsione facendosi aiutare dagli esperti.

di Emanuela Di Pasqua
L'anno che verrà, e che anzi è già arrivato, passerà alla storia per il grande sorpasso dell'internet rispetto agli altri media. La gente è pronta a sostituire il telecomando con il mouse e i tempi per guardare la tv tramite la Rete sono maturi: la profezia è ricorrente e gli ultimi sondaggi a riguardo, firmati Comcast, rivelano che il 75 per cento dei navigatori ha visto almeno un video online (nel mese di settembre) per un totale di 9 miliardi di filmati visti (nello stesso mese). E l'esplosione del video porterà al successo della televisione via internet.
Web-tv"Il 2008 sarà l'anno della web tv, ovvero del video attraverso internet e del protagonismo degli utenti", sostiene Valerio Zingarelli, Ceo di Babelgum (leggi tutta l'intervista). "Sarà l'anno della personalizzazione – aggiunge il manager della televisione – e dell'interattività. Lo sviluppo tecnologico sta per produrre nei media la stessa rivoluzione che ha investito le tlc negli ultimi 15 anni: prima col telefonino, poi con personal computer e internet. Comune denominatore di queste esperienze è stata la personalizzazione". Ma proprio quest'ultimo concetto rischia di togliere alla televisione quel ruolo di cornice sociale e aggregante che è stata, motivo per cui chi fa tv tramite internet, sfuggendo al palinsesto rigido, deve comunque trovare il modo di raccogliere gli spettatori, magari attraverso la creazione di comunità.
Open quotidianiUna personalizzazione che invece sfumerà definitivamente nei giornali i quali, secondo il direttore del Corriere.it Marco Pratellesi (leggi tutta l'intervista), non si trasformeranno mai nel sogno di Negroponte del MyJournal. "Il giornale personalizzato – sostiene il giornalista – sfugge all'effetto sorpresa, togliendo al lettore quella quota di curiosità di aggiornamento derivante proprio dall'idea di trovare nei media novità inaspettate, anche a riguardo di temi estranei agli interessi specifici dei lettori. Sarà invece l'anno della multimedialità nell'informazione e dell'apertura ai lettori anche sulla carta", insiste Pratellesi, auspicando che il giornale post-internet (per i quali i tempi sono ormai maturi) nasca proprio in quest'anno e assomigli, per coraggio, originalità e stile asciutto, a testate anglosassoni come il Guardian o l'Independent.
Reti di relazioni (in rosa)E dunque se il quotidiano cartaceo è pronto ad aprirsi ai lettori, il 2008 sarà allora l'anno in cui prenderà piede, anche tra la gente comune, il web sociale. "Internet ha dimostrato nel tempo di saper incanalare relazioni ben più profonde di quanto si pensava originariamente e nell'anno in corso si differenzierà sempre più dal telefono, che diverrà invece tramite delle comunicazioni più istantanee e superficiali", sostiene Sebastiano Bagnara, professore ordinario di psicologia cognitiva presso la Facoltà di Architettura di Alghero (leggi tutta l'intervista), che profetizza un anno in cui la distinzione tra reale e virtuale sfumerà sempre di più e la Rete diverrà più femminile, sia per una crescente presenza delle donne che per un nuovo modo di interpretare le relazioni che caratterizza di più l'universo rosa.
Personalizzazione e usabilità Anche i nuovi servizi delle telecomunicazioni nell'era della convergenza sono improntati a un'evoluzione delle prestazioni della Rete nel senso sociale, come sottolinea Maurizio Decina, Professore Ordinario di Telecomunicazioni al Politecnico di Milano (leggi tutta l'intervista): "Nel 2008 la Rete si arricchirà di piattaforme che permettono lo scambio per gli utenti e la profilatura degli stessi, verso una capacità crescente di offrire servizi differenziati, come ci ha insegnato Google". E per le video chiamate, siano in settori di nicchia o per un'utenza più generale, bisognerà aspettare un'elevata definizione "perché nell'immaginario collettivo l'archetipo del video è rappresentato dall'esempio altamente definito proposto dalla televisione commerciale". Altra tendenza fondamentale dell'anno in corso riguarda gli oggetti e la loro usabilità. A questo riguardo, come conferma Decina, sarà l'iPhone a proporre il paradigma vincente, aprendo una nuova era di rivoluzione degli oggetti per quanto riguarda il rapporto uomo-macchina. Tra le tecnologie che decolleranno ci saranno il cosiddetto cloud computing, che permetterà di fruire appunto delle applicazioni web anche senza connessione. Più incerta, nel 2008, la scommessa sul WiMax, che rimane un punto interrogativo.
Internet e il dragone Dal punto di vista economico sarà invece l'anno della Cina, come ricorda l'economista Marco Ricchetti, esperto di analisi dei sistemi locali e dei settori industriali ( leggi tutta l'intervista), ma in maniera molto differente dal ruolo di protagonista che lo stato asiatico ha avuto fino ad ora. Con le Olimpiadi la Repubblica popolare si dovrà far guardare dal mondo, sarà finalmente visibile e questo potrebbe comportare, per ragioni di immagine o di idee, uno scatto in avanti. Anche nella Rete del resto sarà l'anno della Cina: il 2008 si apre infatti con la notizia ufficiale dell'imminente sorpasso di questo Paese sugli Stati Uniti per il numero complessivo di utenti internet. Secondo i dati istituzionali del China internet network information center (Cnnic), a fine 2007 gli utenti erano 210 milioni, solo cinque milioni in meno rispetto agli Usa e tra brevissimo tempo la Cina (che attualmente ha solo il 16 per cento della popolazione online) supererà gli Usa, attualmente in fase di stallo.
Capitalismo a cluster Ma sarà anche l'anno dell'Europa, che potrà rivestire finalmente un ruolo trainante, sempre che raccolga la sfida tecnologica solennemente invocata con il proclama di Lisbona. Molti profetizzano da tempo l'avvento di un capitalismo etico, dove anche parametri irrazionali come la felicità entrino a pieno diritto tra gli indicatori economici, ma secondo Ricchetti nulla di nuovo è stato scoperto: "il liberismo si basa proprio sul diritto alla felicità individuale, come recita la costituzione americana, e il fatto che la parola felicità sia entrata anche nel vocabolario economico di per sé non aggiunge molto alla riflessione culturale. Non è una novità nemmeno il fatto che da sempre l'economia si basi anche su fattori come la fiducia. Il modello di sviluppo dei cluster e dei distretti industriali (vale a dire quel modello di sviluppo ormai molto in voga che identifica un cluster di aziende che cooperano e nello stesso tempo sono in concorrenza) ne è un'indubbia conferma". Insomma sarà un'economia dove la fiducia giocherà un ruolo crescente, senza che per questo significhi un capitalismo rivoluzionario, e dove i consumatori, grazie all'esperienza sul web dove le nicchie hanno la loro voce (economia della coda lunga), saranno sempre più informati ed esigenti, anche a costo di sentirsi talvolta maggiormente insoddisfatti.
tratto da visionpost

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