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Eni, Hera e Snam migliori nella comunicazione corporate sul digitale

16/11/2018

Redazione

Sul podio del Webranking Italy 2018, la ricerca che valuta la trasparenza della comunicazione corporate sul digitale, realizzata da Lundquist in collaborazione con la società svedese Comprend, Eni, Hera e Snam. Cattolica, Pirelli e Italgas con miglioramenti da record.

La ricerca Webranking, che valuta la trasparenza della comunicazione corporate sul digitale, è realizzata da Lundquist in collaborazione con la società svedese Comprend. Quest’anno, per la diciasettesima edizione, sono state considerate 111 grandi aziende quotate in Italia e oltre 800 aziende a livello europeo.

“La sfida non è più solo quella di essere trasparenti, ma soprattutto di definirsi in modo credibile e autorevole nei confronti di tutti gli interlocutori per poter rafforzare il proprio business e crescere in nuovi mercati”, comenta Joakim Lundquist, CEO Lundquist.

I risultati in dettaglio

Novità nella top10. Eni, Gruppo Hera e Snam tengono il podio

Dopo anni di grande stabilità al vertice della classifica, caratterizzati dalla presenza delle stesse aziende nelle prime 10 posizioni, quest’anno si registra l’entrata nella top10 di Pirelli e Italgas, che fanno parte dei best improver. Per arrivare all’eccellenza, tuttavia, è necessario un lavoro costante e di lungo respiro, come conferma il trio di testa: Eni, Gruppo Hera e Snam tengono le prime tre posizioni da diversi anni.

Un anno di forte crescita: best improver da record

Quest’anno il 70% delle aziende del campione ha registrato un aumento della propria performance, con una crescita del punteggio medio di 4,4 punti rispetto allo scorso anno (e una media totale italiana di 43,5 punti su 100), uno degli incrementi più significativi nella storia della ricerca e di molto superiore alla crescita europea (1,5). Guardando ai best improver, le aziende che hanno migliorato maggiormente il loro punteggio, notiamo miglioramenti consistenti: Cattolica e Pirelli che superano i 50 punti di incremento e sono i best improver anche tra le oltre 900 aziende considerate a livello internazionale dalla ricerca, Italgas e Coima Res superano i 25 punti.

La sfida per le aziende italiane: andare oltre la trasparenza formale

Considerando i miglioramenti ottenuti dalle aziende italiane è chiaro che per la maggior parte delle aziende italiane la sfida non è più quella di migliorare la propria trasparenza sul digitale. I top manager devono ora assicurare che la visione e la strategia di business siano comunicati in modo efficace. Quasi la metà del campione italiano, invece, non presenta la propria strategia e solo un quarto dichiara gli obiettivi finanziari sul proprio sito, che rappresenta il punto di riferimento per tutti gli stakeholder. Emblematico della scarsa capacità di "metterci la faccia" e assumere impegni concreti è il fatto che in meno di metà delle aziende italiane i top manager si presentano con la propria foto sul sito. Guardando alle performance nelle diverse aree della ricerca, notiamo che l’Italia è ormai allineata alla media europea nelle aree più legate alla rendicontazione e alla presentazione di informazioni e dati passati: presentazione dell’azienda, comunicati stampa, bilanci e informazioni sul titolo. Nonostante i significativi progressi compiuti, le aziende italiane hanno tuttavia margini di miglioramento per quanto riguarda la comunicazione della visione futura, la presentazione di obiettivi ed esempi di azioni, il racconto della sostenibilità, l’abilità nell’attrarre i talenti (sezione Carriere). Missione, strategia, obiettivi e investment story sono meno frequenti rispetto al campione europeo.

Impatto deludente della nuova direttiva sull’informativa non finanziaria: aumenta la disclosure ma non gli impegni di sostenibilità

Considerando agli aspetti non finanziari, la recente direttiva europea ha certamente portato una maggiore attenzione all’argomento ma purtroppo non abbiamo visto un segnale positivo dal punto di vista della strategia e degli impegni di sostenibilità. Dall'analisi emerge che in Italia la direttiva ha spostato l’attenzione delle aziende verso la rendicontazione degli aspetti non finanziari, senza riuscire a spingerle a tradurre le proprie priorità in obiettivi strategici e azioni concrete – commenta Joakim Lundquist, CEO di Lundquist.

(descrizione)

Scarica il whitepaper con i risultati completi della ricerca.

 

 

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