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Etnografia e semiotica per studiare meglio il consumatore

13/04/2004
L'etnografia e la semiotica dalle aule delle Università alle indagini di mercato? Questa è l'ultima tendenza che si sta affermando nel Regno Unito, dove le due scienze si affiancano alle interviste ai consumatori come strumento per valutare quali prodotti produrre e come promuoverli. Flamingo International, azienda britannica specializzata nelle ricerche di mercato, è la prima ad aver istituito una squadra interna di semiologi ed etnografi e i suoi clienti ne sono più che soddisfatti. Se le ricerche di mercato classiche chiedono ai consumatori le loro opinioni sui prodotti, la semiotica applicata va oltre e indaga i motivi delle loro opinioni e cerca modi per modificarle. Un classico esempio di campagna promozionale basata sulla ricerca semiotica è quella dei noodle "Pot": visto che il prodotto non giustificherebbe una campagna basata sulla salubrità, si è optato per renderlo il simbolo di un piccolo peccato cui si può indulgere, un vizio privato in cui rifugiarsi.L'etnografia, scienza che studia i costumi, le tradizioni e la cultura dei popoli, viene utilizzata come strumento complementare ai tradizionali focus group, a volte troppo astratti nei loro risultati, e si propone di studiare i consumatori nel loro ambiente naturale: li accompagna a fare la spesa, li osserva nella loro vita domestica, li riprende con telecamere o con registratori audio durante la giornata. Vengono quindi usati gli strumenti tipici dell'etnografia e si studiano i consumatori come si studierebbero le etnie indigene dei luoghi più remoti del pianeta. I costi per un'indagine di mercato svolta con i nuovi criteri sono più elevati di quelli di una ricerca tradizionale, ma, per quanto non manchino le voci critiche a riguardo, questa nuova tendenza è destinata ad avere un futuro.
Gabriele De Palma - Totem

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