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Ferpi: i giovani protagonisti del team building di Grumello

31/07/2012

Imparare a gestire le dinamiche relazionali come avviene in un contesto professionale. Questa l’idea alla base del _cooking team building_ in cui i giovani di Ferpi hanno potuto mettersi alla prova, il 28 e 29 luglio, al Castello di Grumello. Un momento di crescita e di confronto, anche con alcuni dei professionisti dell’associazione, sotto la supervisione e il coordinamento di una chef e di due formatori.

di Giovanna Fabiano
Un’esperienza formativa e professionale “nutriente”. Sabato 28 e domenica 29 luglio il gruppo Ferpi Giovani – Uniferpi si è ritrovato al Castello di Grumello per la prima esperienza di team building organizzata su iniziativa del delegato nazionale Ferpi Giovani.
Spesso le delegazioni Uniferpi lamentano l’assenza di identità e di valori condivisi che si traduce in scarsa partecipazione. Ecco perché si è deciso di organizzare un momento “insolito” che permettesse di imparare a stare insieme divertendosi. Quello che per noi giovani è importante è fare cose concrete che ci permettano di creare situazioni di incontro con i soci Ferpi, con l’obiettivo di conoscersi, ascoltarsi, collaborare, imparare e, perché no, farsi criticare per migliorare.
Fare team building è un modo per far crescere lo spirito di squadra, il lavoro in gruppo, la competitività, indipendentemente dalle inclinazioni personali o dalle difficoltà individuali di mettersi alla prova. In questo percorso i giovani di Uniferpi, Mario Grasso, Giovanna Fabiano, Federica Carini, Angela Rolletta, Silvia Zanatta, Lisa Scudeler, Beatrice Fresco, Giacomo Scheich sono stati seguiti e supportati dai formatori Emanuele Kettlitz e Matteo Rosa.
L’ambiente del team building è stata la cucina, che può considerarsi metafora della vita professionale (ma anche associativa) perché richiede organizzazione, divisione dei ruoli e dei compiti, tempi definiti e soprattutto il raggiungimento di un risultato. Emanuele e Matteo ci hanno accompagnato nella nostra avventura “esperienziale” da attenti osservatori, dopo averci dato solo poche linee guida: essere responsabili delle proprie azioni (locus of control interno), concentrarsi sulle risorse a disposizione e avere fiducia (hopefulness).
Sulla base di queste poche ma fondamentali regole abbiamo dato il via alla preparazione di un pranzo completo, dall’antipasto al dessert. La giornata di sabato è stata dedicata alla definizione del menù, grazie ai suggerimenti precisi ma non troppo vincolanti di Cosetta Italiani, chef e manager di Obikà, all’acquisto degli ingredienti con un budget predefinito e alla suddivisione dei compiti all’interno della insolita brigata di cucina.
Domenica, invece, siamo stati impegnati quattro ore in cucina (assistiti da Cosetta e dal personale della casa) ad affettare, condire e cuocere i piatti di un pranzo speciale. Tanto speciale che ha visto anche la partecipazione del presidente Ferpi, Patrizia Rutigliano. Con lei si sono seduti a tavola, Giampietro Vecchiato, Mariapaola La Caria, Biagio Oppi, Sergio Vazzoler e Francesca Sapuppo. I nostri ospiti hanno potuto gustare chicche saporite (crostini alla nostra maniera), la parmishock (una parmigiana rivisitata e alleggerita), il mare a Grumello (tagliatelle tirate mano dalle “tre sorelle” con gamberi e zucchine), zucchine al sole (sempre pasta, sempre zucchine ma con lo zafferano), le gocce divine (tre formaggi con marmellata di passito e riduzione di aceto balsamico), per finire con il pont d’estase (gelato con scaglie di cioccolato). Su tutto i vini d’alto livello del Castello di Grumello. Il risultato c’è stato: applausi per ogni piatto servito a tavola e molte richieste di bis.
Il weekend di Grumello è stata un’esperienza utile, piacevole e coinvolgente. Per tutti. Anche i nostri ospiti sono entrati in cucina per darci una mano nella preparazione dei piatti, partecipando così attivamente al nostro momento formativo.
Che cosa abbiamo imparato? La risposta nelle parole di Emanuele e Matteo: «un numero limitato di persone che dipendono l’una dall’altra quanto a ruoli e abilità specifiche, che si dedicano a uno scopo comune e a migliorare le prestazioni di tutti, e si considerano solidarmente responsabili, forma un team».

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