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Formazione e network per professionisti del marketing e della comunicazione innovativa

23/01/2014

Il Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media dell’Università di Tor Vergata, da sempre patrocinato da Ferpi, ritorna per la sua XII^edizione. Mercoledì 19 febbraio, gli ultimi colloqui di selezione e giovedì 6 marzo l’inaugurazione. Ne abbiamo parlato con _Simonetta Pattuglia_ (@SPattuglia), Direttore del Master.

Il Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media dell’Università di Tor Vergata si accinge a ripartire il prossimo 6 marzo con la sua XII^ edizione. Iniziamo col dare qualche breve informazione di carattere didattico, per coloro che vogliano iscriversi: cosa li aspetterebbe quest’anno?
Anche quest’anno il Master propone una serie di intensivi approfondimenti teorico-pratici rivolti a giovani senza o con esperienze lavorative, che intendano entrare nel mercato del lavoro o reinventarsi. Il percorso, della durata di un anno, si articola in 9 moduli che affronteranno tematiche economiche, manageriali, giuridiche e tecnologiche legate al settore della comunicazione, del marketing, dei media e dell’entertainment. A completare il percorso formativo, 12 workshop operativi a contatto con vere realtà imprenditoriali e quattro seminari, aperti anche ad esterni, a cura di esperti e operatori della comunicazione, della cultura, delle relazioni pubbliche, del web e di altri settori merceologici in forte espansione. Il 19 febbraio prossimo ci sarà l’ultima giornata dedicata ai colloqui valutativi per l’ammissione al Master. Invito pertanto gli interessati a candidarsi: l’ammissione al Master potrebbe rappresentare la loro grande opportunità del 2014!
Come è cambiata l’offerta formativa nel corso degli anni?
L’offerta è mutata e si è evoluta di pari passo con le esigenze, i cambiamenti e le trasformazioni del settore di riferimento. La comunicazione negli ultimi dieci anni ha avuto un’evoluzione straordinaria, passando dall’essere uno strumento del marketing operativo ad essere, essa stessa, strategia. Parlare oggi di comunicazione significa parlare di impresa a 360 gradi. Il master è ovviamente speculare a questi mutamenti, se non a volte anticipatore di tendenze. Siamo stati tra i primi a parlare di comunicazione integrata high tech-high touch e a metterla in pratica nei contenuti del master e anche nella promozione del master stesso, per sostenere un approccio che garantisse non soltanto una serie di punti di contatto ma la creazione di un engagement effettivamente consistente e di una vivace community di studenti, manager, ex studenti, esperti, collaboratori e ricercatori.
Quali sono i punti di forza su cui il vostro Master investe?
Sicuramente la partnership solida e matura con grandi brand italiani e internazionali, che di anno in anno ci forniscono contenuti ed interventi di manager d’azienda ed esperti del settore, insieme ad un network amplissimo di importanti aziende “fidelizzate” rappresenta un fiore all’occhiello di cui – lo ammetto felicemente e con estrema apertura – sono particolarmente orgogliosa. Parliamo di realtà imprenditoriali di estremo rilievo nello scenario economico-imprenditoriale che, a master concluso, continuano la formazione dei nostri studenti in un periodo di stage. E questo mi porta ad un altro punto di forza del Master: il placement. Abbiamo più del 95% di placement nei settori di interesse, con un 52% nelle funzioni comunicazione e marketing in tutti i settori merceologici e un 48% nella produzione media e new media. Un risultato certamente superlativo, specialmente se pensiamo all’attuale panorama economico nazionale. Concludo dicendo che finora un punto di forza è stato anche rappresentato dagli studenti che abbiamo selezionato e formato. Confidiamo molto, naturalmente, anche negli iscritti alla XII^ edizione, quelli già selezionati e quelli che selezioneremo il 19 febbraio.
Parliamo dei settori merceologici in cui la comunicazione e il marketing si fanno davvero strumenti essenziali nell’innovazione continua. Quali sono, in base alla sua esperienza diretta, gli ambiti occupazionali che hanno maggiormente accolto gli studenti dopo il Master?
In realtà non ci sono dei settori privilegiati tout court rispetto ad altri. In nessun campo si può pensare, oggi, di fare business senza una strategia di marketing a tutto tondo, nonché comunicativa, pianificata e mirata. Deve e sta cambiando il ruolo della comunicazione e del marketing nell’impresa. Soprattutto è decisamente cambiato il ruolo del consumatore e anche il mondo produttivo deve necessariamente adeguarsi. Come d’altronde sta facendo anche quello politico-istituzionale. Non ci accontentiamo più di una fruizione passiva e asimmetrica rispetto alla comunicazione, vogliamo anzi essere al centro di una vera e propria “esperienza” e parte di un gruppo. In questo senso, internet e soprattutto i social media, nel loro ruolo di collegamento tra imprese, istituzioni, consumatori e citta-dini, fanno emergere i nuovi target cui gli operatori del mercato di qualunque settore si riferiscono per informare, coinvolgere, proporre, fidelizzare, co-creare in un’ideale cooperazione mediale e della comunicazione.
Concludiamo con una domanda se vogliamo provocatoria. In tempo di crisi come il momento storico che stiamo vivendo, in cui molte delle figure richieste sono incredibilmente quelle manuali e artigiane, che valore aggiunto può avere un Master come quello che dirige?
A dire la verità, anche in questo caso una preparazione seria e professionale nel campo del marketing e della comunicazione può rivelarsi non come un valore aggiunto, ma come “il” valore aggiunto. È vero, la crisi ha ridefinito equilibri, ruoli e professionalità, rivoluzionando il mercato del lavoro e gli incroci fra domanda e offerta. Questo effettivamente ha portato ad un recupero delle attività delle micro e piccolo-medie imprese del Paese e di professioni che sembravano dimenticate o comunque appannaggio di qualche generazione fa. Ma queste realtà devono “vendere” quindi comunicare. Marketing e comunicazione, anche nelle loro declinazioni più attuali come quella digital, sono in grado di procurare visibilità ai prodotti del Made in Italy, consentendo un export di eccellenza. Prima ancora del prodotto in sé, vendono al cliente russo, giapponese o americano l’«esperienza sensoriale», la cultura, la tradizione che in qualche modo raccontano il brand Italia. La comunicazione serve anche a questo: a comunicare le eccellenze del nostro Paese, attraverso grandi e piccoli brand. Ma va fatta bene, con costanza, cura, passione e con un’ottima preparazione teorico-pratica in qualunque contesto e settore di mercato. Per questo c’è il Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media!
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