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Greenpeace contro lo spionaggio industriale

02/12/2010

Greenpeace Usa ha presentato una denuncia contro alcune aziende chimiche e società di Rp statunitensi per spionaggio industriale. Il fatti risalirebbero alla fine degli anni ’90 ma gettano nuova luce su una pratica di cui si parla poco ma molto più diffusa di quanto si pensi.

di Spencer S. Hsu
Una causa federale presentata recentemente sostiene che Dow Chemical, Sasol Nord America ed i loro appaltatori abbiano intrapreso una campagna della durata di due anni di spionaggio industriale illegale nei confronti del gruppo ambientalista Greenpeace e dei i suoi alleati.
La causa, presentata da Greenpeace alla corte, afferma che l’azienda chimica Dezenhall e l’agenzia di Rp, Ketchum avessero assunto alcuni ex dirigenti di una società di sicurezza privata per spiare Greenpeace dal 1998 al 2000 e di realizzare una serie di azioni “clandestine e illegali” per minare gli sforzi anti-inquinamento contro le industrie chimiche.
Greenpeace sostiene che gli agenti, tra cui agenti di polizia fuori servizio ed esperti di sicurezza informatica della National Security Agency, abbiano sottratto migliaia di documenti riservati, compresi i piani di comunicazione, file relativi ai dipendenti, ai donatori e media list.
La causa asserisce inoltre che gli agenti abbiano fatto irruzione illegalmente negli uffici di Greenpeace, abbiano ottenuto registrazioni telefoniche riservate, si siano infiltrati in un gruppo della comunità della Louisiana e abbiano condotto altre azioni “di sorveglianza e di intrusione” nei confronti dei dipendenti e dei sostenitori.
In un comunicato, Greenpeace ha detto che “il suo obiettivo primario nel depositare questa causa è quello di rendere note le attività illegali di queste organizzazioni per impedire che fatti simili si ripetano in futuro".
La causa cita la Beckett Brown International come la società incaricata della sicurezza.
I portavoce di Dow, Sasol e Ketchum, una parte del gruppo Omnicom, e Eric Dezenhall, amministratore delegato della propria società, hanno rifiutato di commentare le specifiche della denuncia.
“Come azienda che vede come l’integrità come un aspetto fondamentale dei nostri valori, prendiamo la questione molto seriamente”, ha detto la portavoce di Ketchum, Robyn Massey.
“Non abbiamo ottenuto vantaggi da questa denuncia e, pertanto, non siamo in grado di commentare immediatamente su presunte attività di oltre un decennio fa,” ha dichiarato il portavoce di Dow, Bob Plishka. “Dopo che la causa sarà stata discussa, forniremo risposte adeguate”.
L’imputato Timothy Ward, ex presidente BBI e direttore delle indagini che ora lavora al Chesapeake Strategies Group ad Annapolis, ha rifiutato di commentare.
La denuncia si propone di spalancare una finestra su un mondo oscuro e spesso disdicevole di spionaggio aziendale e trucchi sporchi. Greenpeace ha dichiarato che la denuncia ha avuto origine da un articolo di James Ridgeway pubblicato nell’aprile 2008 sulla rivista Mother Jones, che ha segnalava il tentativo di spionaggio aziendale alla BBI, ribattezzata S2i nel 2000 e sciolta nel 2001.
Sulla base di prove girate dall’ex investitore BBI, John Dodd, tra cui 1.000 pagine di documenti sottratti illegalmente, Greenpeace ha iniziato un’indagine di sorveglianza per combattere l’inquinamento chimico vicino a Lake Charles, Louisiana, dove la Sasol ha acquistato un impianto e presso i suoi uffici a Washington.
Citando documenti di pagamento BBI, e-mail, briefing del cliente e rapporti di intelligence, la denuncia mette in luce, tra le altre cose, come gli agenti avessero controllato i rifiuti di Greenpeace almeno 120 volte, tra cui 55 servendosi di un agente di polizia fuori servizio.
Il gruppo ha anche accusato gli imputati di aver inviato falsi volontari che fungessero da talpe negli uffici di Greenpeace, di aver registrato illegalmente telefonate e di aver mantenuto file risevati e codici di sicurezza.
Tratto dal Washington Post

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