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Grunig: l'illusione del controllo delle Rp

04/11/2010

L'autorevole studioso mette in guardia sui rischi della professione. Il commento all'intervento di James Grunig, disponibile integralmente, in occasione dell'assegnazione del PR Execellence 2010 di un cronista di eccezione, il presidente dell’ _Institute for Public Relations,_ Robert W. Grupp.

di Robert W. Grupp
Ho avuto il privilegio di presiedere la Conferenza dei Grunig nel pomeriggio di domenica 17 ottobre a Washington. Questo è stato il terzo appuntamento di una serie di conferenze tenute da figure di primo piano nelle Rp, incentrate sulla discussione di temi di fondamentale importanza per la nostra professione. Quest’anno, la Public Relations Society of America si è unita all’Institute for Public Relations e all’Università del Maryland nel co-ospitare la manifestazione.
La conferenza del 2010 è stata tenuta da Jim e Laurie Grunig, due “giganti” ora in pensione ma più che mai attivi nella formazione nel campo delle Rp. La sfida di Jim e Laurie è stato quello di collegare i loro studi e le ricerche di più di 25 anni con l’ambiente molto diverso di oggi, e di suggerire ai professionisti come utilizzare teorie e concetti,originariamente sviluppati a partire dal 1960, con la pratica odierna delle Rp.
Sono stati in grado di superare le aspettative.
Si consideri l’analisi di Jim Grunig sull’impatto dei media digitali e sociali sulle relazioni pubbliche:
Jim ha osservato che con i social media, molti ritengano di “aver perso il controllo del messaggio. Ora le persone possono dire quello che vogliono” (come se i relatori pubblici avessero mai potuto controllarlo).
“Se torniamo alla mia teoria sui pubblici sviluppata negli anni ‘60,” ha dichiarato Jim, "è evidente come le persone siano responsabili del loro comportamento comunicativo. La gente cerca informazioni rilevanti per i problemi che devono affrontare, seguendo la logica di John Dewey, che nel 1920 ha detto: ‘La gente non pensa a meno che non sperimenti sulla propria pelle un problema, e quando si verifica, cominciano a indagare’ ".
L’idea di Jim è che noi relatori pubblici abbiamo sviluppato una “illusione di controllo”.
“Non abbiamo mai potuto definire i pubblici e non siamo mai stati in grado di convincerli a fare ciò che le aziende desideravano”. Ora, con i social media, il controllo è ancora più illusorio. Oggi, i membri dei pubblici non sono vincolati alle informazioni che i media forniscono. I pubblici possono creare i propri contenuti. Si consultano a vicenda per le informazioni. Possono interagire con i membri degli stessi pubblici in tutto il mondo. Si possono creare voci. Si possono creare situazioni di crisi.
“Oggi, non è una questione di controllo delle informazioni per i pubblici ma di partecipazione alle loro conversazioni.”
“E dobbiamo riconoscere che i relatori pubblici tendono ad usare i nuovi media come se fossero i vecchi media. Quando è stata inventata la televisione, i presentatori si sedevano davanti alla telecamera e leggevano le notizie come fossero in radio. Ci è voluto tempo prima che imparassero ad utilizzare immagini e azione ".
Molti professionisti hanno la tendenza ad “ammucchiare” informazioni sui nuovi media. Troppo spesso pensiamo ai media digitali e sociali, come mezzi di pubblicità o promozione o di vendita e semplicemente come un modo di realizzare programmi di comunicazione.
“Quello che tendiamo a dimenticare è che se le relazioni pubbliche sono davvero una strada a doppio senso, allora possiamo anche utilizzare i nuovi media per fare ricerca e portare informazioni in un’organizzazione. E questo rende la funzione strategica delle Rp più semplice rispetto a prima, perché possiamo seguire ciò che si dice sulle organizzazioni”.
“Siamo in grado di individuare i problemi che le persone vivono o che vorrebbero una specifica organizzazione affrontasse. Siamo in grado di determinare quando hanno creato un ‘pubblico’ e hanno iniziato a parlare con un altro, e possiamo identificare le questioni più importanti”.
“In passato, quando qualcosa giungeva fino ai media, era troppo tardi. Ora siamo in grado di identificare quando le persone iniziano a parlare di qualcosa su Internet e in che modo. Naturalmente dobbiamo anche essere in grado di affrontare questi temi e crisi quando si verificano.
Jim ha aggiunto: "Penso anche che siamo in grado di misurare questi rapporti. Dovremmo essere in grado di prendere le caratteristiche dei rapporti digitali che abbiamo identificato e sviluppare un’analisi in modo da poter identificare le caratteristiche dei pubblici e analizzare i nostri rapporti con loro tanto online quanto di persona.. "
Questo è abbastanza intuitivo per un immigrato digitale.
Clicca qui per leggere l’intera trascrizione dell’intervento.
Tratto da IPR

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