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Guerra e Informazione: l'etica nella comunicazione

08/02/2005
Il Collegio dei Probiviri della PRSA si pronuncia sulla diffusione di informazioni in tempo di guerra.È di pochi giorni fa il parere dell'Advisory Board (il nostro collegio dei probiviri) della Prsa che, prendendo spunto dalla lettera inviata dal comandante in capo delle forze armate ai comandanti dei vari reparti, prende  posizione sul rapporto tra verità ed informazione durante le operazioni belliche.Un rapporto - come facilmente immaginabile - sovente ambiguo, che stimola alcune riflessioni di natura etica: una completa e trasparente informazione - soprattutto in un mondo dove l'informazione è disponibile ovunque in tempo reale - è indispensabile per ottenere il supporto dell'opinione pubblica, del proprio Paese in primis, ma è altrettanto vero che una informazione corretta può comportare anche dei rischi per le truppe ed il personale impiegato nelle zone di guerra. Per contro, un'informazione (anche parzialmente) artificiale, costruita cioè ad hoc per ingannare il nemico, può essere maggiormente efficace in termini prettamente militari così come una disinformazione o lo stesso inganno possono essere altrettanto efficaci per salvaguardare l'incolumità delle proprie truppe, della popolazione civile e del sistema media che segue l'evento bellico.(fv)

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