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I media vaticani si adattino ai ragazzi

07/01/2009

La Chiesa risponda ai giovani che cercano in Internet "risposte e senso per la loro vita", utilizzando la rete e tutti i media integrati. Lo ha detto Benedetto XVI ricevendo in udienza dirigenti e dipendenti del Centro televisivo vaticano.

Un servizio “allargato… ai confini del mondo” che risponde “alle attese umane e spirituali” dell’uomo di oggi: così Benedetto XVI ha definito il lavoro svolto dal CTV, il Centro Televisivo Vaticano, incontrando a fine dicembre dirigenti e dipendenti del Centro, accompagnati dai familiari, in occasione del 25.mo anniversario della fondazione.


Il Pontefice ha ringraziato il personale dell’emittente, in realtà un centro di produzione che fornisce le immagini dell’attività pubblica del Papa a tutte le televisioni del mondo, sottolineando che il “vostro compito è anzitutto un servizio prezioso per la comunione della Chiesa”.


Tuttavia “affinché la Chiesa continui ad essere presente con il suo messaggio ‘nel grande areopago’ della comunicazione sociale – ha detto Papa Ratzinger – e non si trovi estranea agli spazi in cui innumerevoli giovani navigano alla ricerca di risposte e di senso per la loro vita, dovete cercare le vie per diffondere, in forme nuove, voci e immagini di speranza attraverso la rete telematica che avvolge il nostro pianeta con maglie sempre più fitte”.


In sostanza, ha detto Benedetto XVI, i giovani cercano in Internet “risposte e senso per la loro vita”, e la Chiesa deve rispondere loro utilizzando la rete e tutti i media che oggi vi sono integrati. Lo sviluppo dei sistemi di telecomunicazione richiede però, oggi – ha concluso il Papa – “una integrazione sempre crescente della comunicazione scritta, sonora e visiva, e sfida quindi ad allargare e intensificare le forme di collaborazione fra i media che sono a servizio della Santa Sede”.


Padre Lombardi, direttore del CTV, nel suo indirizzo al Papa, ha quindi spiegato cosa sia in effetti il Centro Televisivo Vaticano: “A chi ci interroga dobbiamo spiegare che non siamo una stazione televisiva con una propria programmazione, ma siamo – appunto – un Centro di produzione, che riprende e mette a disposizione delle televisioni di tutto il mondo le immagini dell’attività del Santo Padre, in diretta o registrate, a seconda delle situazioni. Spieghiamo ai nostri interlocutori che, quando vedono a casa comparire sul piccolo schermo il Papa in Vaticano, anche se stanno guardando la RAI o la Bayerische Rundfunk o la CNN, nella quasi totalità dei casi all’origine ci siamo noi, anche se ciò non viene quasi mai detto. In realtà, in un anno trasmettiamo in diretta circa 230 avvenimenti, ed archiviamo circa 2.000 ore di nostre registrazioni”.


Alessandro Dattilo – Redazione Cultur-e

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