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I super-influenti del web? Maschi, trentenni, prevalentemente latino-americani o asiatici

18/09/2008

La rete ha democratizzato l'influenza dei singoli, ma il parere di alcuni conta ancora più di quello di altri. Uno studio di Universal McCann ne ha delineato il profilo.

di Valentina Tubino


Chi sono i super-influenti del web? Ovvero, quali sono le categorie di navigatori che con le loro opinioni e la loro presenza in rete hanno più potere sul resto della popolazione online? Universal McCann ha pubblicato uno studio che analizza e descrive questa nuova “razza” di internauti, evoluta (e tutt’ora in continua evoluzione) in seguito alla rivoluzione dei social media.


Nonostante la “democratizzazione dell’influenza” sull’opinione pubblica prodotta da internet, la ricerca condotta su 17.000 fruitori della rete in 29 paesi (tra cui l’Italia) ha delineato la presenza di una classe di super-utenti, che domina l’opinione online riguardo a diverse categorie. I principali campi di influenza sono una dozzina e non riguardano solo l’ambito tecnologico: musica, film, servizi di telefonia mobile, dispositivi elettronici di vario tipo, ma anche molti generi tutt’altro che tech, tra cui in testa a tutti alimentari e bevande, poi libri e abbigliamento.


Il super-influente tipico è un maschio, tra i 25 e i 34 anni, con una buona istruzione (solitamente laureato) e, in ambito lavorativo, una posizione da colletto bianco di medio o alto livello. È una persona che ama sperimentare le novità, non ha paura di rischiare e ovviamente frequenta social network, magari ha un blog personale, condivide foto e video online, utilizza RSS feed e altri servizi web.


Fino a qui l’inchiesta di McCann sembra non rivelare niente di particolarmente nuovo. Anche se i dati raccolti possono risultare molto utili per aziende e organizzazioni che vogliono accattivarsi l’opinione dei consumatori attraverso la rete. Secondo l’agenzia di comunicazione, questi internauti d’élite potrebbero addirittura aver fatto la differenza nella vittoria di Barack Obama alle primarie democratiche.


Ma tra i risultati del report, sorprende soprattutto la diffusione a livello internazionale del fenomeno, con particolare propensione verso quei mercati emergenti che sono America Latina e Asia. Ad esempio è il Brasile ad avere la più alta percentuale di super-influenti (24% degli utenti web), seguito da India, Messico e Pakistan. L’Italia è al nono posto (7,8%), subito dopo la Cina e prima del Giappone.


tratto da VisionPost

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