Ferpi > News > If you build it, they will come. Un invito rivolto a tutti i giovani studenti

If you build it, they will come. Un invito rivolto a tutti i giovani studenti

21/07/2008

Nell'ultimo numero della Newsletter di Pubblicità Progresso un'interessante riflessione di Sarah Quatrale, Delegata UniFerpi Milano, sulla Comunicazione Sociale e sul ruolo dei giovani a cui è inoltre rivolto il concorso “Il nuovo volto della comunicazione sociale”.

Nel momento in cui ci si pone un obiettivo, sarebbe buona cosa proiettarsi già nella sua realizzazione e poi procedere a ritroso. La visione globale della pienezza delle cose è ciò che ci permette di percorrere le tappe riducendo la fatica ed ottenendo qualche risultato almeno soddisfacente.


Cosa evoca la comunicazione sociale? Personalmente ritengo che si navighi nel mare del progetto. Forse con un lato di sogno e di idealismo, ma fondamentalmente del progetto. Mi domando quale sia la strategia efficace per toccare le corde sensibili delle persone, quale la migliore miscela.


Si dice, in semiotica, che la comunicazione avvenga nel momento in cui si mettono in gioco prospettive differenti, valorizzazioni di senso diverse. Solo dalla opposizione e dalla mancanza si costruisce il significato. Si dice anche che nel momento in cui si dimenticano i collegamenti preesistenti emerge la creatività e il nuovo legame fra le cose per innovare. Si adotta una nuova prospettiva.


Forse il grande dono che possono fare i giovani, ancora in parte “liberi” da certi schemi è proprio l’innovazione del linguaggio, rendendolo talvolta un po’ dissacrante, ironico, magari avventato, forse efficace. A volte è dalla ingenuità e dall’ignoranza di certi processi che vengono le idee migliori (o magari). Da lì può emergere qualcosa all’avanguardia che esca dal magma mediatico in cui tutto è fuso e indistinguibile. Si tratterebbe di un dono per portare al dono di tempo, di denaro, di oggetti; un dono o un presente.


Presente è il tempo. Presente è il dono. Presente è: “ci sono!”


Esserci, è questo il dono. Dedicare parte di sé, come si può quando si può. Ma farlo e farlo per volontà e convincimento perché un dono fasullo suona come tentativo di acquisto del cuore altrui. Si prende qualcosa e lo si passa ad altri, senza chiedere nulla per lo scambio. Non importa la notorietà, non è un baratto, non interessa il tornaconto, nemmeno la coscienza pulita. Forse solo la coscienza.


Per costruire qualcosa che possa dare una svolta, iniziamo a porre le basi con qualche idea sul come parlare al cuore della gente. Il nuovo volto della comunicazione sociale è l’occasione buona. If you build it, they will come.


Sarah Quadrale – Delegata Uniferpi Milano

COMMENTI

Eventi