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II leader dei media polacchi condannano la corruzione dei media, ma ne ammettono la frequenza nel lo

20/09/2005
Gainesville (Florida), USA [21 settembre 2005] In Polonia, giornalisti, professionisti delle relazioni pubbliche e specialisti di marketing ammettono che la corruzione dei media è un evento frequente nel loro Paese, ma la stragrande maggioranza concorda sul fatto che questa consuetudine è inaccettabile. 
La Polish Public Relations Consultancies Association (PPRCA), l'Associazione polacca che raggruppa le società di consulenza in relazioni pubbliche, e due istituzioni internazionali specializzate, hanno collaborato allo studio che esamina l'opinione dei leader dei media polacchi sul tema. L'Institute for Public Relations (USA) e la International Public Relations Association (l'Associazione internazionale dei professionisti delle relazioni pubbliche) hanno partecipato alla ricerca come follow-up del loro Indice internazionale 2003 sulla corruzione nel settore dell'informazione (2003 International Index of Bribery for News Coverage).
287 leader della comunicazione polacca (99 giornalisti, 90 specialisti di marketing e 98 professionisti delle relazioni pubbliche) hanno risposto al questionario. I risultati dimostrano che gli intervistati si trovano spesso ad affrontare casi di corruzione sul posto di lavoro. Il 72%, tuttavia, concorda pienamente sul fatto che questo è inaccettabile. 
I dati sono stati raccolti e inizialmente analizzati da un'agenzia indipendente che si occupa di indagini di mercato, la Millward Brown SMG/KRC Poland Co. L'autrice dell'articolo finale redatto a seguito della ricerca e diffuso oggi è la Dott.ssa Katerina Tsetsura, assistente di relazioni pubbliche presso il Gaylord College of Journalism and Mass Communication dell'Università dell'Oklahoma. Il saggio è disponibile gratuitamente sul sito Internet dell'Istituto (www.instituteforpr.com). (MA potete anche scaricarlo direttamente dal nostro sito, CLICCANDO QUI). 
La ricerca indica che gli intervistati sono coinvolti principalmente in casi di corruzione indiretta, quali la pubblicazione di un articolo di notizie in cambio di pubblicità, oppure della fornitura di campioni gratuiti o di sconti interessanti per i giornalisti, mentre forme dirette di corruzione, in cui i giornalisti accettano pagamenti in contanti in cambio della presenza di determinate notizie sui giornali, avvengono meno di frequente.
"Corrompendo i media, direttamente o indirettamente, si corrompe l'informazione di cui i cittadini hanno bisogno per prendere decisioni importanti", afferma Rafal Szymczak, presidente della PPRCA. "Questa problematica è il motivo per cui abbiamo intrapreso la nostra campagna in favore di una informazione trasparente': insieme con giornalisti, redattori e le associazioni pubblicitarie ci battiamo contro la corruzione dell'informazione".
Tutte le categorie degli intervistati concordano che i media non sono attendibili quando controllati dal governo o dagli inserzionisti, mentre si preoccupano meno per le influenze esercitate dalle fonti da cui normalmente attingono le notizie, quali i portavoce che si occupano di relazioni pubbliche. Solo il 24% dei giornalisti sostiene che i media non sono attendibili in quanto l'informazione da essi fornita è controllata dalle fonti da cui arrivano le notizie. Malgrado ciò, meno di metà dei professionisti delle relazioni pubbliche e solo un terzo dei giornalisti credono che in Polonia le relazioni pubbliche siano esercitate in maniera etica. 
"In Polonia giornalisti e professionisti delle relazioni pubbliche devono unire le forze per comunicare l'importanza di rapporti etici tra le fonti e i media", ha dichiarato la Dott.ssa Tsetsura, fondatrice della Commission on International Public Relations (Commissione sulle relazioni pubbliche internazionali), costituita dall'IPR il mese scorso allo scopo di studiare e documentare le conoscenze basate sulla ricerca nel campo della prassi internazionale.
Lo studio prende in esame sei tipi diversi di media: televisione e radio pubbliche; televisione e radio private; quotidiani nazionali; quotidiani regionali; mensili e settimanali patinati; Internet. Gli intervistati concordano che il materiale per cui si paga (direttamente o indirettamente) ma che non viene chiaramente indicato come pubblicità è più frequente sui mensili e i settimanali patinati, seguiti dai quotidiani regionali. Quasi un terzo dei professionisti delle relazioni pubbliche dichiara che questa pratica avviene regolarmente anche per televisione e radio nazionali private, ma raramente sui quotidiani nazionali e televisione e radio nazionali pubbliche.
L'IPR, proprietario dello strumento di ricerca per il sondaggio utilizzato in Polonia, concederà l'autorizzazione a utilizzare il questionario a organizzazioni rispettabili nella speranza di allargare l'ambito nazionale delle ricerche al fine di arrivare ad una comparazione internazionale sul fenomeno. sviluppare migliori informazioni sul tema della corruzione nel settore dell'informazione nei Paesi d'origine di tali enti.
Gli interessati possono contattare l'Istituto all'indirizzo iprceo@jou.ufl.edu.
La PPRCA rappresenta circa il 60% dell'offerta polacca delle relazioni pubbliche. Per maggiori informazioni sulla PPRCA e la campagna "Informazione trasparente", visitare il sito www.zfpr.pl.
L'International Public Relations Association (IPRA) è la principale associazione dei professionisti internazionali senior delle relazioni pubbliche, che conta oltre 1.000 membri in tutto il mondo. Per informazioni sulla campagna in favore della trasparenza dei media, visitare il sito www.ipra.org.
L'Institute for Public Relations è una fondazione indipendente dedicata alla scienza sotto l'arte delle relazioni pubbliche. Localizzato negli Stati Uniti presso l'Università della Florida, l'Istituto fu fondato allo scopo di costruire e documentare i fondamenti scientifici delle relazioni pubbliche, e di diffondere tali conoscenze rendendole utili e mettendole a disposizione di professionisti, educatori, ricercatori.
 
Contatti:Frank Ovaitt, +1 703 568-5611, iprceo@jou.ufl.edu

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