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Il BES fa passi avanti

22/12/2016

Rossella Sobrero

Una fotografia, quella scattata dall’Istat con la quarta edizione del Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile, non particolarmente confortante: un Paese sempre meno coeso, meno solidale, più iniquo, dove le differenze intergenerazionali continuano ad ampliarsi. Ma alcune positività ci sono, su tutte l'inclusione degli indicatori del BES tra gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale e il collegamento del BES con l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e i suoi 17 obiettivi. Il commento di Rossella Sobrero.

E’ stata presentata pochi giorni fa dall’Istat la quarta edizione del Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile. I risultati non sono particolarmente entusiasmanti: il Rapporto fotografa infatti un Paese sempre meno coeso, meno solidale, più iniquo, dove le differenze intergenerazionali continuano ad ampliarsi.

Ma di fronte ad un quadro complessivamente negativo ci sono alcune novità positive. La prima buona notizia è l'inclusione degli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile tra gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale. La seconda è il collegamento del BES con l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e i suoi 17 obiettivi.

Rispetto al primo argomento, con la riforma della legge di bilancio approvata a luglio 2016, gli indicatori del benessere diventano uno strumento di valutazione degli interventi di politica economica: un impegno che richiede una profonda revisione del sistema di valutazione del benessere collettivo per rendere i dati più tempestivi, disaggregati per gruppo sociale, armonizzati con le richieste internazionali e tali da consentire una proiezione triennale sugli andamenti futuri.

Per quanto attiene il secondo argomento, l'Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile, l'Istat è stato chiamato dalla Commissione statistica delle Nazioni Unite a svolgere un ruolo attivo e di coordinamento nazionale nella produzione degli indicatori individuati per il monitoraggio degli obiettivi e dei rispettivi target. Verrà quindi avviata la diffusione di un primo sottoinsieme di indicatori parte integrante di una più ampia lista approvata dall’assemblea delle Nazioni Unite all’interno dell’Agenda 2030.

In conclusione, ci auguriamo che in futuro non si parli non solo di PIL ma sempre di più di BES.

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