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Il controllo di gestione nel terzo settore

19/03/2012

Un vero e proprio manuale operativo rivolto a chi già conosce la materia e a chi ancora non ne comprende le reali potenzialità. _Sergio Zicari, Fabrizio Di Paolo_ e _Stefano Martello,_ propongono un testo che consente di raggiungere un equilibrio economico-finanziario e di potenziare la propria reputazione di fronte ai pubblici i riferimento.

“Il Controllo di gestione, nelle organizzazioni sociali non profit, come in qualsiasi altra organizzazione pubblica e privata, consente di tenere sotto controllo il funzionamento della struttura, i conti, la gestione delle risorse che consentono l’esercizio dell’impresa, le dinamiche e i processi organizzativi e quindi ottenere elementi utili al monitoraggio e alla valutazione sul suo funzionamento ma anche a delinarne gli scenari futuri, ma più di ogni altra a capire – ed è questo l’aspetto principale – se essa crea valore. È indispensabile ad avere una visione d’insieme dell’associazione, della sua struttura organizzativa e funzionale, dei processi, dei pubblici con cui si rapporta (interni ed esterni), del contesto sociale, politico ed economico su cui si muove, dei temi che la riguardano, delle questioni che impatta nell’agire quotidiano. E’ forse l’unico strumento di governance che consente di avere un approccio d’insieme alla complessità, interna ed esterna. La vera sfida per un’organizzazione, oggi, è infatti comprendere la complessità, dello scenario e dei sistemi di relazioni su cui ci si muove”, afferma il vice presidente Ferpi, Giancarlo Panico, nella prefazione del libro_Il controllo di gestione nel terzo settore_ il nuovo manuale di Sergio Zicari, Fabrizio Di Paolo e Stefano Martello.
“Due sono gli aspetti più importanti nella gestione di qualsiasi organizzazione e a maggior ragione di quelle non profit: la licenza di operare e la creazione di valore. Interdipendenti, il primo, la licenza di operare, ha a che fare con il riconoscimento dell’operato da parte dei principali stakeholder e la legittimazione sociale dell’organizzazione stessa che deriva dalla capacità di creare valore per essi, valore che perduri nel tempo; il secondo, la creazione di valore, appunto, è allo stesso tempo effetto della licenza di operare e ragione del consenso alle sue attività, servizi, prodotti o politiche”.
“Il Controllo di gestione ha la stessa funzione del cruscotto nella nostra automobile. Oggi quell’insieme di strumenti che un tempo ci dava informazioni solo sulla quantità di carburante, i livelli di acqua e olio, la carica della batteria e le informazioni sulla velocità durante la marcia è divenuto una vera e propria cabina di regia dell’auto includendo un check up iniziale, monitorando consumi e prospettando l’autonomia del veicolo, inglobando un navigatore satellitare, restituendo informazioni sull’impatto ambientale, sulla viabilità, e così via. Non è, banalmente, solo un insieme di accessori per far lievitare il costo dell’auto ma risponde ad una logica ben precisa: offrire al conducente una visione d’insieme del funzionamento del veicolo e allo stesso tempo di prospettiva sul viaggio”.
Attraverso un’esposizione tecnica arricchita da suggerimenti operativi sulle azioni concrete da intraprendere, gli autori cercano di ridurre il divario tra teoria e prassi, offrendo una visione d’insieme utile a chi già conosce la materia, come a chi vi si affaccia per la prima volta. Un glossario, un piano di note esplicative, numerosi esempi e un capitolo dedicato ai riflessi comunicativi dell’intero processo (aspetto spesso dimenticato o sottovalutato) completano il volume, offrendo al lettore un efficace strumento di autoformazione.

Il controllo di gestione nel terzo settore
Tecniche e dinamiche
S.Zicari, F.Di Paolo, S.Martello
Franco Angeli, 2012
pp.176, 23,00 €

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