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Il futuro è dell'e-commerce

11/04/2013

Un mercato in enorme espansione che, nei prossimi cinque anni, raggiungerà un volume d'affari di 50 miliardi di euro. Risparmio di tempo, benefit di tipo economico e varietà di assortimento gli aspetti vincenti dell’e-commerce che rappresenta anche una scelta di sostenibilità. Sono alcune delle evidenze della ricerca di _Upa_ e _Google,_ presentata nei giorni scorsi a Milano.

Entro cinque anni l’e-commerce in Italia raggiungerà un volume d’affari di 50 miliardi di euro con almeno un miliardo di investimenti pubblicitari aggiuntivi. Questo il futuro del business che oggi ne fattura 10, disegnato dal presidente dell’Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi, durante la presentazione a Milano di una ricerca sugli sviluppi del settore. Una previsione confortata dal numero sempre maggiori di utilizzatori di Internet nel nostro Paese, che ha superato quota 13 milioni.
Dalla ricerca, targata Upa-Google e commissionata a GfK Eurisko emerge che “per il settore del largo consumo se oggi circa 400mila persone sono soliti acquistare prodotti di largo consumo on line, più di un quarto dei responsabili acquisti, ovvero chi fa la spesa in famiglia, che utilizza internet è interessato a comprare beni di largo consumo sul web, pari a circa 2,7 milioni di persone. Gli operatori preferiti per acquistare on line prodotti di largo consumo sono i supermercati e negozi (75%) e grande azienda e marca (69%)”.
“Si tratta – spiega la responsabile delle ricerche di mercato, Google Italy, Elisa Pucci – di una ricerca quantitativa condotta su mille responsabili degli acquisti on line di largo consumo in Italia. Un quarto dei responsabili acquisti che utilizzano il web è interessato a comprare online beni di largo consumo. I principali driver di scelta sono il risparmio di tempo, il benefit di tipo economico e la varietà di assortimento. Infine tra dieci anni il 50% dei responsabili acquisti che utilizzano Internet comprerà online diverse categorie di prodotti di largo consumo, il 10% l’intera spesa”.
Sassoli de Bianchi sottolinea che ’’l’e-commerce è uno dei fenomeni più significativi degli ultimi anni e le previsioni di affermazione come una potente piattaforma per il consumo e la comunicazione vengono progressivamente confermate. .Se vogliamo far crescere il commercio elettronico dobbiamo attrarre le persone sulle piattaforme digitali investendo anche nei mezzi tradizionali. La ricerca conferma l’importanza della marca anche nel commercio digitale. L’e-commerce è un passo verso una società più sostenibile perché fa risparmiare tempo, denaro, offre scelte più ampie e informa di più il consumatore. L’Istat dovrebbe inserirlo nel nuovo indice Bes che misura il benessere equo e solidale’’.
Secondo quanto emerge dai risultati dell’indagine sull’informazione "la conoscenza – ha detto Pucci – delle piattaforme digitali per l’acquisto di beni proviene nel 60% dei casi dal passaparola di amici, parenti, colleghi; nel 49% dei casi dalla stessa navigazione sul web, infine per il 40% dei casi dai media tradizionali (TV, giornali, riviste, radio). Ciononostante la maggior parte dei responsabili acquisti non ritiene di avere sviluppato, fino a oggi, particolari competenze per navigare e acquistare su Internet: il 37% si percepisce solo parzialmente esperto, il 27% si definisce abbastanza esperto e solo il 4% si ritiene molto esperto’’.
Questo è dovuto “principalmente a una carenza di informazioni come pure all’assenza di esempi concreti, come parenti e amici che hanno già avuto esperienza di acquisti online. E’ evidente, dunque, quale sarebbe il potenziale, se un numero maggiore di persone fosse pienamente informato della possibilità di fare acquisti online di prodotti di largo consumo”.
Nel complesso comunque, secondo il presidente South East Europe, Middle East and Africa di Google, Carlo D’Asaro Biondo, si aprono “opportunità rilevanti per le aziende italiane. Grazie alla diffusione esponenziale di smartphone e tablet, oggi i brand possono ambire ad offrire alle persone esperienze di navigazione e di acquisto sempre più efficaci e coinvolgenti. E’ venuto il momento di mettersi in gioco e sperimentare nuove modalità di integrazione offline e online, al fine di valorizzare al meglio tutti gli asset della marca. Le aziende che meglio sapranno cogliere le sfide e le potenzialità dell’e-commerce oggi, saranno i vincitori di domani.”
Quanto ai vantaggi della spesa online emerge che “tutti i responsabili acquisti intervistati riconoscono vantaggi di non poco conto nell’acquistare online prodotti di largo consumo: più del 40% apprezza molto il risparmio di tempo e la facilità organizzativa (niente code, o parcheggi, niente pesi da portare, niente vincoli di orario); uno su tre riconosce la possibilità di risparmiare e di accedere a promozioni vantaggiose (37%); e una quota considerevole apprezza anche la possibilità di accedere ad assortimenti più ampi online (32%). Il 60% dei responsabili acquisti che utilizzano Internet si attende un rilevante ampliamento dei processi di acquisto online nel largo consumo nei prossimi dieci anni: il 50% del campione crede che si acquisteranno sul web diverse categorie di prodotto mentre il 10% è convinto che si arriverà a fare tutta la spesa online”.
A frenare le persone a fare acquisti on line c’è. “Innanzitutto – sottolinea Pucci – un certo disagio della smaterializzazione” degli acquisti (82%), in particolare per quel tipo di spesa alimentare per cui si preferisce scegliere personalmente e toccare con mano o avere la possibilità di confrontarsi con gli addetti alla vendita (72%). Per altri, fare la spesa online comporta un cambiamento nell’abituale processo decisionale – necessità di decidere prima cosa comprare – (70%). Infine, la logistica della consegna della spesa, con la necessità della presenza in casa (63%) o della disponibilità di portieri, o il dover sopportare un costo aggiuntivo (67%)".
Rispetto a quanto ci potrebbe aspettare “oggi grazie anche al maggiore utilizzo di carte pre-pagate o carte di debito si riduce sensibilmente la percentuale di persone che percepisce la sicurezza dei processi di pagamento come una barriera verso l’e-commerce: solo il 22% degli intervistati si dice molto preoccupato da questo aspetto”.
E rispetto a quali sono le attese rispetto all’e-commerce nel largo consumo, emerge che “la metà circa degli intervistati, riguardo all’e-commerce nel largo consumo, si augura che vi possano essere prezzi inferiori a quelli nei supermercati (48%); la consegna gratuita dei prodotti acquistati (47%); l’addebito del pagamento solo dopo il ricevimento della spesa (34%)”.
Infine Pucci ha evidenziato che “per cogliere la sfida e le opportunità offerte dall’e-commerce nel settore del largo consumo, le aziende devono essere in grado di spiegare ai consumatori i vantaggi logistici, organizzativi ed economici legati a questa modalità di acquisto, comunicandoli in modo chiaro ed efficace. Il processo valutativo del consumatore passa, infatti, attraverso l’esperienza personale e i racconti di amici o di conoscenti che fungono da testimonial e sono in grado di convincerlo in maniera diretta o con il passaparola”.
Fonte: AdnKronos

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