Elena Salzano, Consigliera Nazionale
Dall'esperienza del Forum PA una riflessione sul ruolo delle associazioni professionali nella formazione dei comunicatori pubblici e sulle competenze necessarie per affrontare le trasformazioni digitali.
Il Forum PA è il principale appuntamento italiano sull'innovazione nella Pubblica Amministrazione: ogni anno, a Roma, alla Nuvola dell'EUR, riunisce istituzioni, professionisti, ricercatori e associazioni per costruire visioni e politiche condivise sul futuro del settore pubblico. Il 10 giugno 2026, nell'ambito dell'edizione di quest'anno, FERPI ha partecipato al panel "Il futuro della comunicazione pubblica: nuovi profili e competenze", organizzato da FPA in collaborazione con SDC Network e SISCC, in un confronto dedicato specificamente all'evoluzione del profilo professionale del comunicatore pubblico nell'era digitale.
Non è stato un episodio isolato. Questo intervento si inserisce in un percorso iniziato a febbraio, a Salerno, durante #Futuroincorso, aveva preso forma un tavolo di confronto tra associazioni, università e istituzioni per tracciare insieme il profilo formativo del Social Media e Digital Manager nella PA. Il contributo di FERPI in quella sede è stato raccolto e pubblicato, ed è da quel momento che il dialogo con gli altri attori del sistema non si è più interrotto.
Insieme a Lucia D’Ambrosi, Gea Ducci, Alessandra Costante, Eugenio Iorio e Francesco Di Costanzo, ad Alberto Marinelli e Daniela Vellutino, si sono delineate una serie di importanti considerazioni nel panorama della formazione finalizzata alla comunicazione pubblica e istituzionale e ai futuri professionisti.
Dal panel romano sono emerse diverse riflessioni di cui vanno attenzionate due in particolare, che vale la pena sviluppare con attenzione. Non come punti di arrivo, ma come invito a un ragionamento condiviso, tra università, associazioni professionali e istituzioni, su cosa vogliamo costruire davvero, e come.
Esiste un'asimmetria strutturale che tutti, in qualche misura, conoscono: le università formano con rigore metodologico e visione critica, e hanno la necessità di intercettare in tempo reale le trasformazioni di un mercato del lavoro che cambia con velocità inedita. Le Associazioni professionali, viceversa, abitano quella trasformazione ogni giorno.
Questa asimmetria non è un limite insuperabile. Potrebbe diventare, al contrario, il punto di partenza di una collaborazione fertile. Le Associazioni, e FERPI in questo senso si propone come interlocutore attivo, possono offrire alle università uno spaccato aggiornato e contestualizzato del mercato: quali figure cercano oggi le organizzazioni pubbliche e private, dove si inceppano i progetti, quali competenze risultano assenti nei professionisti junior, come sta cambiando il profilo richiesto con l'adozione crescente dell'intelligenza artificiale nei processi comunicativi.
Questo patrimonio di conoscenza pratica potrebbe alimentare, in dialogo con i docenti e i ricercatori, la definizione di una fase base comune: una soglia condivisa di competenze, orientamenti e sensibilità per chi si affaccia alla comunicazione professionale, indipendentemente dal percorso di laurea o dall'indirizzo scelto. Non un tentativo di omologare profili che sono e devono restare distinti, ma l'occasione per costruire un terreno di partenza riconoscibile, su cui ciascuno possa poi sviluppare la propria traiettoria.
La comunicazione pubblica e istituzionale contemporanea è un ecosistema abitato da figure professionali molto diverse tra loro: giornalisti istituzionali, comunicatori strategici, social media manager, specialisti di relazioni con i media, esperti di comunicazione di crisi. Ciascuna di queste figure ha tutto il diritto, oltre che la necessità, di sviluppare le proprie verticalizzazioni, di approfondire domini specifici, di costruire una competenza distintiva.
La specializzazione non è un problema. Lo diventa quando manca il contesto entro cui le diverse specializzazioni possono dialogare. E nella comunicazione pubblica e istituzionale, dove i progetti sono quasi sempre complessi, multidisciplinari, ad alto impatto sociale, quel dialogo non è un optional: è la condizione stessa dell'efficacia.
Ciò che può rendere possibile questo dialogo tra figure diverse non è uno strumento digitale condiviso né un framework metodologico comune. È qualcosa di più profondo: un sistema di riferimento valoriale, etico e deontologico, che precede e attraversa qualsiasi specializzazione e che permette a professionisti di formazione diversa di abitare lo stesso spazio pubblico con coerenza e responsabilità.
Valori, etica e deontologia non sono un orpello formale da relegare all'ultima pagina di un codice professionale. Sono la grammatica condivisa senza la quale il confronto tra specializzazioni diverse rischia di restare una somma di monologhi paralleli. Sono il terreno su cui si costruisce la fiducia, tra colleghi e colleghe, verso le istituzioni, verso i cittadini.
Ecco perché sarebbe prezioso che questa dimensione entrasse nei percorsi formativi non come modulo aggiuntivo, ma come filo conduttore. E le Associazioni professionali, che di quella deontologia sono da sempre interpreti e custodi, hanno molto da offrire in questa direzione, se il dialogo con il mondo accademico diventa strutturale e non occasionale.
Dal percorso avviato a Salerno durante #Futuroincorso fino al confronto di Roma al Forum PA, si sta delineando qualcosa di importante: la disponibilità da parte di università, associazioni e istituzioni, a ragionare insieme su come formare il comunicatore pubblico del futuro.
FERPI è pronta a fare la propria parte in questo processo, portando al tavolo ciò che può offrire: la lettura del mercato, la cultura deontologica, la rete di professionisti e professioniste che ogni giorno lavorano nei contesti in cui si formano i bisogni reali di competenza.
Ma perché questo impegno diventi operativo, serve un passo avanti concreto: la convocazione di un tavolo di attuazione, con università, associazioni professionali, istituzioni pubbliche e rappresentanti del mercato, che traduca le riflessioni condivise in percorsi formativi reali, verificabili, aggiornabili nel tempo.
La disponibilità c'è. L'urgenza anche. Non resta che incontrarsi.
Panel Forum PA 2026: forumpa2026.fpaeventi.it/it-IT/sessions/414
Articolo #Futuroincorso: ferpi.it/news/dal-canale-al-servizio-prospettive-future-sul-ruolo-del-social-media-e-digital-manager-nella-pa