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Il memorandum segreto del servizio forestale

16/03/2004

Il Forest Service statunitense chiede a una società di Rp un piano promozionale per il suo progetto di disboscamento della Sierra Nevada. Ma qualcuno lo viene a sapere...

Un piano di sfruttamento intensivo di una foresta messo a punto dall'ente (il servizio forestale) che dovrebbe tutelarla; una campagna promozionale organizzata, segretamente, da una società di Rp per l'ente; l'opposizione dei gruppi ambientalisti; un memo che dovrebbe essere tenuto nascosto e che invece qualcuno del servizio forestale invia in forma anonima agli ambientalisti, i quali lo passano alla stampa. Ci sono tutti gli elementi per una spy story, nella vicenda che vede protagonisti i boschi della Sierra Nevada.La storia nasce quando l'US Forest Service ingaggia una società di San Francisco, la OneWorld Communications, per vendere il suo controverso progetto di disboscamento della Sierra Nevada. Un passo certamente inusuale nella storia dell'agenzia. Né è risibile il prezzo pattuito: 90 mila dollari. Il problema è che il nuovo progetto di gestione forestale (che triplicherebbe il taglio del legno, colpendo anche gli alberi più grossi e vecchi) ha suscitato la fiera opposizione degli ambientalisti. Nel memo inviato al Forest Service, OneWorld rammenta che la percezione (pubblica) del progetto sarà un elemento fondamentale. E' dunque necessario semplificare il messaggio in un solo concetto: il progetto ridurrà il rischio d'incendi per le piccole comunità. Nasce anche uno slogan: Foreste con un Futuro.Tutto bene dunque? Non proprio, perché il memorandum suggerisce anche all'agenzia di mantenere "confidenziali" i dettagli del piano promozionale, in modo da evitare "fraintendimenti" fra il pubblico. Peccato però che qualcuno, forse un dipendente dello stesso servizio forestale dal "pollice verde", decida di inviare il promemoria a Craig Thomas, direttore della campagna per la protezione della foresta del Sierra Nevada, il quale a sua volta lo spedisce al giornale The Chronicle. La frittata è fatta, e gli ambientalisti insorgono. "Non sono in grado di difendere il loro lavoro, ed hanno dovuto assumere degli spin doctor – proclama Thomas – Hanno scelto di ingannare il pubblico".Quelli del Forest Service si difendono ricordando che spesso, per questioni e servizi tecnici, si rivolgono all'esterno. Ma la polemica non si placa.Da SfgateCarola Frediani - Totem

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