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Il pit bull delle relazioni pubbliche contro l'open access

01/02/2007

Dezenhall sarebbe stato incaricato da un gruppo di grandi editori scientifici di elaborare una strategia contro il free information.

Eric Dezenhall, scrittore, saggista e titolare dell'agenzia di comunicazione Dezenhall Resources si occupa della reputazione di aziende e celebrities ed è lui stesso un personaggio molto chiacchierato tanto da essere definito il pit bull delle relazioni pubbliche.Non sarebbe, perciò, il genere di figura normalmente connessa con il tranquillo mondo dell'editoria scientifica. Invece, ne da notizia Nature, Dezenhall sarebbe stato incaricato da un gruppo di grandi editori scientifici di elaborare una strategia contro il free information movement, che si batte per la libera consultazione e diffusione dei risultati scientifici. Alcuni giornali tradizionali, che dipendono dagli abbonamenti, sostengono infatti  che le pubblicazioni open-access e i database pubblici delle riviste scientifiche - quali il National Institutes oh Health's (NHIH's) Pub Med Central minaccerebbero la loro esistenza. Dezenhall, intervenendo al meeting dell'Association of American Publishers per parlare di approcci strategici all'editoria ha sostenuto che l'open access " equivale alla censura attuata da un governo". Nello scambio di e-mail in possesso di Nature il consulente prosegue nell'enunciazione di una strategia in cui vengano privilegiati messaggi semplici e diretti, in cui venga promossa l'identificazione di modelli di pubblicazione tradizionali e venga descritto il pericolo della loro scomparsa. Suggerendo, inoltre, di unire le forze a quelle dei gruppi che si oppongono ai progetti governativi quali PubMed Central e di stare lontano dagli approcci tipo Public Library of Science (PLoS) pena la scomparsa di ogni forma di sostentamento per le pubblicazioni scientifiche. Forse per la somma tra i 300 mila e i 500 mila dollari, questo secondo Nature il suo fee,  Eric Dezenhall sembra non accorgersi dell'ulteriore lancio di un altro peer-reviewed journal, PLoS ONE, a conferma del successo delle open access policy nella ricerca scentifica.
N.C.
 
 

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