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Il revisionismo storico delle Rp: un webinar con Toni Muzi Falconi

07/06/2013

La storia e della storiografia delle Relazioni pubbliche saranno al centro di un nuovo webinar, condotto da _Toni Muzi Falconi,_ in programma mercoledì 3 luglio. Il corso si focalizzerà anche sui temi che emergeranno durante conferenza internazionale di Bournemouth.

Da qualche anno, grazie soprattutto alla International History of Public Relations Conference dell’Università di Bournemouth, giunta al quarto anno e che ha visto circa duecento paper presentati da ricercatori, professionisti e accademici di tutto il mondo (fra questi anche gli italiani Ferdinando Fasce, Elisabetta Bini e Toni Muzi Falconi), si è innescata una vigorosa opera di revisione della storia delle Relazioni pubbliche.
Lo sapevate che il primo ufficio Relazioni pubbliche in Italia, denominato come tale, appare nel 1934 nell’azienda del gruppo Pirelli Linoleum guidata da Giuseppe Luraghi? Lo sapevate che il primo ufficio di Relazioni pubbliche, denominato come tale, della nostra amministrazione pubblica appare nel 1954 alla Provincia di Bologna? Lo sapevate che nel 1936, alla vigilia dell’intervento fascista in Abissinia, Mussolini mandò negli Usa il funzionario Bergamaschi per scegliere una società di lobby a Washington con l’incarico di evitare che il governo americano abbandonasse, su pressioni britanniche, la sua neutralità rispetto a quell’intervento?
E poi, chi erano davvero i muckrakers (raccoglitori di melma) della fine del XIX secolo? Erano giornalisti investigativi, oppure – come sostengono alcuni – un gruppo di pressione contro i robber barons (Vanderbilt, Morgan, Rockefeller, etc.) che svilupparono la prima vera campagna di Relazioni pubbliche ‘contro’ obbligando questi ultimi a reagire assumendo giornalisti compiacenti disposti a neutralizzare i loro colleghi?
Lo sapevate che i primi uffici di Relazioni pubbliche in Inghilterra e in Germania hanno preceduto di almeno cinquant’anni quelli americani e che l’impero britannico mandava esperti di Relazioni pubbliche nelle sue colonie in Africa e in India ad affiancare l’amministrazione di quei territori già nell’Ottocento?
Ma la vera discussione in corso è di natura storiografica: la scuola critica (l’Etang et al.) e quella postmoderna (Mackie et al.) delle Relazioni pubbliche sostengono, riscontri alla mano, che tutta la storia delle Rp insegnata nelle università di tutto il mondo deriva da un approccio fortemente organizzativo piuttosto che sociale; molti sostengono che la storia di una professione (sempre che la nostra lo sia … come dubitano in molti) non può basarsi sulle memorie e le ricostruzioni dei protagonisti professionali (da Bernays a Lee, a Burson, etc..) ma deve andare oltre le memorie e sviluppare una vigorosa azione di fact checking; tutti concordano che finora la nostra storia è stata raccontata da una prospettiva etnocentrica e soprattutto americana…
Insomma, le discussioni sono tante.
Se ne parlerà durante il webinar, organizzato dalla Commissione di Aggioronamento e Specializzazione Professionale di Ferpi, mercoledì 3 luglio, che si focalizza sulla rendicontazione a caldo di Toni Muzi Falconi, appena rientrato dalla quarta conferenza internazionale di Bournemouth del 23 e 24 giugno.

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