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Invernizzi: il valore dell'imprenditività per i professionisti di Rp

10/12/2015

Giancarlo Panico

Porsi in una posizione imprenditiva, saper offrire contributi in grado di incidere sulla reputazione aziendale e parlare il linguaggio del management, sono i tre tratti distintivi che il professionista delle Relazioni pubbliche deve possedere e che solo un’adeguata formazione può garantirgli. Lo sostiene Emanuele Invernizzi, Direttore dell’Executive Master in RP d’Impresa dell’Università IULM, in collaborazione con Ferpi e Assorel in un’intervista in esclusiva per Ferpi.

“Se un percorso di formazione executive sui temi delle Relazioni Pubbliche e della Corporate Communication vuole stare al passo con i tempi ed essere veramente utile ai professionisti deve essere strutturato per aiutarli a diventare imprenditivi, a parlare il linguaggio del management e a saper incidere sulla reputazione e sul successo della loro impresa. In questa direzione, da quando è nato nel 2003, è evoluto l’Executive Master in RP d’Impresa (MARPI) aggiungendo nuovi moduli come Social Media, Corporate Storytelling, Misurazione dei risultati della comunicazione e Corporate Reputation. Inoltre orientando l’impostazione di tutti i moduli per abilitare il professionista a dialogare e supportare il top management e i direttori delle altre funzioni aziendali sui temi della comunicazione, che è diventata una competenza strategica a supporto di tutte le funzioni aziendali e in definitiva a supporto del successo dell’impresa”.

Con questa affermazione Emanuele Invernizzi, direttore dell’Executive MARPI dell’Università IULM, ha concluso il suo intervento al Graduation Day della tredicesima edizione, che quest’anno ha avuto come tema conduttore il Corporate Storytelling e si è tenuto in Mediobanca, una delle aziende partner del MARPI.  Il programma di quest’anno prevedeva, dopo le introduzioni di Gian Luca Sichel, AD di CheBanca! e di Angelo Miglietta, Prorettore dell’Università IULM, le relazioni di Lorenza Pigozzi, Direttore Comunicazione di Mediobanca, di Giovanni Rana, Presidente del Pastificio Rana, di Andrea Fontana, AD di Storyfactory, e di Stefania Romenti, condirettore dell’Executive MARPI (guarda il video del Graduation Day).

Ma cosa significa per i professionisti delle RP e della comunicazione d’impresa parlare il linguaggio del management, diventare imprenditivi e saper incidere sulla reputazione e sul successo dell’impresa per la quale lavorano?  E soprattutto come si fa ad aiutare i professionisti a evolvere in questa direzione attraverso un percorso formativo come un executive master? Lo abbiamo chiesto a Emanuele Invernizzi, che nel 2003 ha progettato con Ferpi e Assorel il MARPI e lo ha diretto in questi anni  con Stefania Romenti, arrivando a formare 350 professionisti che oggi fanno parte di una community molto attiva e che continuano il loro aggiornamento frequentando periodicamente le occasioni di formazione e di incontri seminariali e di riflessione su casi di studio che il MARPI mette loro a disposizione.

“Significa che i professionisti devono essere consapevoli che necessitano di competenze adeguate a una comunicazione che è diventata centrale e pervasiva nelle organizzazioni, ma non sostitutiva dei reali processi produttivi e della qualità dei prodotti e dei servizi offerti dalle organizzazioni stesse. Si può infatti sostenere che la comunicazione acquista una rilevanza centrale quando non è più limitata alla mera comunicazione per l’immagine, ma entra nei processi decisionali e produttivi dell’impresa sia di tipo strategico sia di tipo operativo ed è quindi sempre più legata ai prodotti, alla costruzione delle loro caratteristiche e in definitiva alla loro qualità.

Si può anche sostenere che questo cambiamento rappresenta una fonte di opportunità per i professionisti sempre che siano in grado di riconoscere le dimensioni strategiche della comunicazione e sappiano svilupparle per il successo dell’impresa. Come?

Prima di tutto ponendosi in una posizione imprenditiva nei confronti dell’organizzazione per la quale lavorano e in particolare nei confronti dei loro committenti, dall’Amministratore delegato ai Direttori delle più rilevanti funzioni aziendali, ai quali devono saper proporre un supporto professionale rilevante e possibilmente strategico per l’organizzazione nel suo complesso e per le singole funzioni aziendali.

In secondo luogo sapendo offrire quei contributi in grado di incidere sulla reputazione aziendale, che vanno dall’analisi e interpretazione dei contesti nei quali l’impresa si muove, alla diffusione dei valori guida e delle strategie aziendali, all’attivazione di relazioni simmetriche con i principali stakeholder aziendali, fino ad arrivare al supporto ai processi decisionali operativi che hanno luogo nelle diverse funzioni aziendali.

Infine sapendo parlare il linguaggio del management, che significa porre la comunicazione a supporto dei processi decisionali e produttivi dell’impresa e a supporto della creazione dei suoi prodotti e servizi, alla costruzione delle loro caratteristiche e in definitiva della loro qualità. Significa inoltre, se non soprattutto, adottare adeguati criteri e modelli di misurazione dei risultati che la comunicazione produce e dei miglioramenti che la comunicazione è in grado di apportare in tutti i processi nei quali viene impiegata”.

Passiamo ora alla seconda domanda e cioè come si fa ad aiutare i professionisti a evolvere in questa direzione attraverso un percorso formativo come quello dell’executive MARPI?

“Va premesso che l’executive MARPI è orientato precisamente ad aiutare i professionisti che vi partecipano a sviluppare le competenze e l’orientamento ricordato. Come? Fondamentalmente in tre modi.

Prima di tutto organizzando ogni modulo in modo che ciascun partecipante si senta responsabile non solo del proprio processo di apprendimento in aula, ma anche di ciò che accade nella sua azienda, stimolando un atteggiamento e un comportamento proattivo nei confronti dei propri committenti e aiutandolo a sviluppare le necessarie competenze analitiche e progettuali. Questo approccio è stato rafforzato con presentazioni di casi aziendali ed esercitazioni scelte col preciso scopo di perseguire queste finalità.

In secondo luogo sono stati negli ultimi anni aggiunti nuovi moduli particolarmente legati a sviluppare le competenze individuali, come quelli sui Social Media e sul Corporate Storytelling, e altri moduli orientati a supportare la capacità di dialogo col management e di supporto delle esigenze strategiche e operative aziendali, come quelli sulla Misurazione dei risultati della comunicazione e sul Corporate Reputation Management.

Infine affiancando l’organizzazione di convegni e di attività seminariali di presentazione di ricerche empiriche e di riflessione sui cambiamenti in atto nella professione del comunicatore e nelle esigenze di comunicazione delle organizzazioni complesse, al fine di stimolare una riflessione sulle necessità e finalità di cambiamento cui ciascun professionista deve tendere.

Per concludere mi sento di affermare che ogni prodotto formativo per mantenere un adeguato livello di efficacia deve preoccuparsi prima di tutto di capire come evolve la realtà produttiva e professionale cui fa riferimento per adeguarvisi in modo proattivo. Questo è quello che abbiamo cercato di fare, e che ci proponiamo di continuare a fare, analizzando l’evoluzione delle esigenze di comunicazione delle aziende, e la conseguente evoluzione della professione del comunicatore, e ponendo una grande attenzione ad adeguarvi i contenuti del nostro executive MARPI”.

 

[caption id="attachment_24482" align="alignnone" width="300"]I diplomati dell'ultima edizione del Master I diplomati dell'ultima edizione del Master[/caption]

[caption id="attachment_24483" align="alignnone" width="300"]L'ultimo Graduation Day L'ultimo Graduation Day[/caption]

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