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Iraq: relazioni pubbliche anti-insurrezione

28/08/2008

Gara al Dipartimento della Difesa USA per aggiudicarsi il servizio di RP sul fronte iracheno. Obiettivo: contrastare le tattiche di disinformazione delle fazioni insorte.

Al Pentagono hanno aperto le buste venerdì scorso. A presentare un’offerta compresa tra i 250 mila e i 300 milioni di dollari, sono state alcune tra le principali Pubblic Relation Agency statunitensi. Con l’obiettivo di aggiudicarsi un contratto annuale (rinnovabile per altri due) con l’esercito USA e le truppe schierate in Iraq.


Come riporta “PRWeek”, Paul Boyce, responsabile degli Affari Pubblici dell’esercito, ha spiegato che l’esigenza principale del contingente americano in Iraq è quella di contrastare la montante attività di disinformazione messa in atto dalle fazioni ostili. “Ma fermare i rumors è difficile se non si comprendono bene la lingua e la cultura locali”.


“Abbiamo una popolazione di insorti che cerca di uccidere i nostri soldati – ha detto Boyce – vogliamo comunicare agli iracheni, in tutti i modi possibili, ciò che stiamo facendo per aiutarli e per prevenire gli attentati con ordigni esplosivi tra la gente, per le strade, nelle scuole e nelle moschee”.


Secondo quanto reso noto dal dipartimento della Multi-National Force Iraq, gli insurrezionalisti iracheni hanno cercato in vari modi di screditare gli Stati Uniti, i suoi alleati e l’attuale governo di Baghdad. Compresa la guerra psicologica, il terrorismo, gli omicidi ed altri mezzi – definiti “asimmetrici” – tesi a contrastare la superiorità militare degli americani.


Oltre alla fornitura di “information operations”, il bando di gara predisposto dal Dipartimento della Difesa chiede all’agenzia aggiudicataria di monitorare e analizzare i media di lingua araba e quelli occidentali, di mettere in campo un portavoce esperto, nonché di sviluppare prodotti informativi e disseminarli su televisioni, radio, giornali e internet.


Non è ancora noto il nome della Pr firm che ha vinto la gara. Anche se, a parere di “PRWeek”, quello definitivo potrebbe essere solo uno di questi tre: Lincoln Group, The Rendon Group e MPRI. Sono le tre agenzie con sede a Washington che hanno dimostrano maggiore interesse alla gara e quelle dotate delle necessarie dimensioni ed esperienze pregresse per affrontare il lavoro. Gli interessati, però, non hanno risposto alla richiesta di un commento da parte della rivista.


I responsabili di numerose agenzie multinazionali hanno invece detto a “PRWeek” che sapevano del contratto, ma hanno scelto di non presentare un’offerta per le difficoltà di mantenere uno staff in Iraq e di proteggerlo.


Rosario Vizzini – Redazione Cultur-e

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