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Italiani più fiduciosi nei confronti dell'Unione europea

25/07/2006

I risultati dell'ultimo Eurobarometro in Italia.

Anche questa settimana parliamo di Europa, presentando i dati dell'ultima indagine dell'Eurobarometro, effettuata in Italia nel corso della Primavera 2006.I dati emersi relativamente alla percezione nazionale dell'Unione Europea - seppur evidenziando ancora un problema di distanza da colmare tra cittadini e Istituzioni europee - non si discostano da quelli dell'indagine che Doxa ha effettuato alla fine del 2005 e che il Presidente Ennio Salamon ha presentato a Padova e a Milano, nel corso delle tappe del Road Show FERPI sul Libro Bianco della Comunicazione.


Dal sito della Rappresentanza in Italia della Commissione europea:Meno pessimismo per l'economia e più fiducia nell'Ue: è quanto emerge dal rapporto nazionale per l'Italia dell'ultimo Eurobarometro, effettuato su un campione di 1000 persone residenti nel nostro paese. Il rapporto (scaricabile qui in versione integrale .doc1615Kb) analizza l'atteggiamento dei nostri connazionali per quanto riguarda le aspettative per il futuro, la bandiera europea, la fiducia nelle istituzioni nazionali e nell'Unione europea,  la percezione e il senso di appartenenza all'Unione, la conoscenza dell'Ue e le fonti di informazione, le politiche e le priorità dell'Ue, la politica estera e di difesa comune e la Costituzione europea. Riguardo alle attese per il futuro, il 76% degli intervistati si dichiara soddisfatto della propria vita e ritiene che nei prossimi dodici mesi resterà sostanzialmente immutata (il 47% del campione pensa che la propria vita non sia destinata a cambiare; il 34% ritiene invece che migliorerà e il 16% che sarà peggiore).Con riferimento all'economia, il paragone con i dati raccolti nell'autunno 2005 indica che gli italiani intervistati tendono ad essere meno pessimisti. Nella primavera 2005, infatti, la maggioranza relativa del campione (39%) si aspettava un peggioramento della situazione economica del paese, contro il 31% attuale. Meno pessimismo anche per l'occupazione: nel 2005 ad aspettarsi un peggioramento era il 42% degli intervistati, contro il 30% attuale. La sensibile ripresa del favore nei confronti dell'euro cominciata nella primavera 2005 (67%) è confermata dai dati del 2006 (66%), anche se si rimane lontani dai livelli record del 2002 (87% di favorevoli). L'85% del campione italiano ha già visto la bandiera europea e il 95% di questi sa che rappresenta l'Europa o l'Unione europea, ritenendola un buon simbolo (81%) da esporre accanto alla bandiera nazionale (77%). Gli italiani si fidano più dell'Unione europea che delle istituzioni nazionali.Più in particolare, il 56% afferma di avere fiducia nell'Ue. Parlamento, Commissione e Banca centrale sono le  istituzioni europee più conosciute e anche quelle nelle quali gli intervistati ripongono maggiore fiducia e che considerano più importanti. Della Commissione europea, in particolare, ha sentito parlare il 70% del campione italiano, una media lievemente inferiore rispetto a quella registrata a livello europeo, che tocca il 74%. Il 60% degli intervistati afferma di fidarsi dell'esecutivo comunitario. Nel confronto con i dati della primavera 2005, la Commissione sembra aver perso lievemente terreno nel campo della notorietà (scesa del 4%) e della valutazione dell'importanza del suo ruolo, passata dal 77% al 69%. In compenso aumenta la valutazione positiva dell'appartenenza dell'Italia all'Ue, dopo i cali delle edizioni precedenti di Eurobarometro: il 56% degli intervistati la percepisce come una cosa positiva, in grado di garantire stabilità politica (44%), economica (53%) e maggiore sicurezza(59%). Il 48% degli italiani intervistati ritiene di non conoscere il funzionamento dell'Unione europea, dato confermato dal breve test di conoscenza su due aspetti basilari dell'Ue: nel complesso il 60% del campione italiano non sa che l'Ue conta attualmente 25 Stati membri e il 45% non sa che i parlamentari europei sono eletti direttamente dai cittadini dell'Unione europea. Il 68% del campione italiano si rivolge alla televisione per ottenere informazioni sull'Unione europea, giudicandola lo strumento mediatico che parla dell'Ue in modo più oggettivo. Tra le politiche dell'Ue, gli italiani sono soprattutto a favore della politica di difesa e di sicurezza comune (74%). Segue la Costituzione (71%) e la politica estera comune (68%). Recupera consensi anche l'euro (66%), mentre l'ipotesi di una velocità di costruzione dell'Ue più rapida in alcuni paesi trova il favore del 54% del campione italiano. L'unica politica in merito alla quale la percentuale di favorevoli non raggiunge il 50% è l'allargamento dell'Unione europea (49% favorevoli, 26% contrari, 25% indecisi). Per il 53% degli intervistati l'Ue, sulla scena nazionale, svolge un ruolo positivo soprattutto nel campo della lotta al terrorismo e della politica estera.Un'opzione largamente condivisa dagli italiani in materia di politica estera dell'Ue è la creazione di un Ministro degli esteri europeo che possa farsi portavoce di posizioni comuni europee. Va sottolineato che il 71% del campione italiano si dice convinto che la politica estera dell'Ue dovrebbe essere indipendente da quella degli Usa e solo il 15% è di opinione contraria.In materia di immigrazione e asilo si conferma la diffusa opinione tra gli intervistati della necessità di una politica comune europea (74%). Infine, il 78% del campione non conosce complessivamente il contenuto della Costituzione europea o non ne ha mai sentito parlare, ma, anche se il livello di conoscenza media dei suoi contenuti è piuttosto basso, gli italiani non sembrano avere dubbi sul fatto che l'adozione della Carta da parte di tutti gli Stati membri avrebbe effetti positivi per l'Unione europea. Sempre per il 78% degli italiani, l'adozione della Costituzione renderebbe l'Ue più democratica e per il 76% più efficiente e più trasparente. Inoltre, per il 77% degli intervistati, l'Ue sarebbe più orientata verso il sociale, per il 75% più forte nel mondo e per il 73% più competitiva sotto il profilo economico. Dopo il no della Francia e dell'Olanda al referendum sulla ratifica della Costituzione, la maggioranza relativa del campione italiano (37%) ritiene che gli Stati membri dell'Ue debbano comunque proseguire il processo di ratifica. Per il 33% degli intervistati in Italia, la Carta dovrebbe essere rinegoziata. Solo il 6% degli italiani pensa che dovrebbe essere abbandonata. 

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