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La classifica delle aziende italiane che godono della più alta Corporate Reputation

21/12/2006

Lo rivelano i risultati dell'edizione 2006 della ricerca ideata e realizzata da Cohn & Wolfe e Research International.

Nokia, Barilla, BMW, Sony, Philips, Luxottica, Samsung, Microsoft, Toyota, illy, Apple e Granarolo, sono le imprese che godono in assoluto della più alta corporate reputation - nella percezione sia degli opinion leader, sia dell'opinione pubblica italiani - secondo l'edizione 2006 della ricerca ideata e realizzata da Cohn & Wolfe e Research International. "Capacità relazionali", "valori di immagine", e "gestione etica", sono i fattori chiave che creano più valore per l'impresa. Sono infatti gli elementi che maggiormente costruiscono la reputazione, come emerge dall'indagine che ha analizzato 100 grandi aziende operanti in Italia, svolta attraverso 4.775 interviste, di cui 4.201 cittadini (campione rappresentativo dell'opinione pubblica) e 574 opinion leader e influenzatori di opinione (giornalisti, analisti e investitori finanziari, associazioni ambientaliste e consumeriste, organizzazioni non governative). Lo studio si è posto l'obiettivo di analizzare la reputazione quale fattore critico di successo per raggiungere gli obiettivi strategici d'impresa. Attraverso una analisi fattoriale, la ricerca mette in evidenza i "drivers" che influenzano la reputazione. Inoltre, verifica e "misura" nel concreto del mercato esistente quali elementi la influenzano e quali di questi hanno maggiore impatto comunicativo, sia rispetto agli opinion leader, sia verso l'opinione pubblica. Opinione pubblica e opinion leader non sono influenzati dagli stessi fattori. L'opinione pubblica è maggiormente influenzata dai valori di immagine in particolare tradizione, prestigio e capacità di evocare esperienze positive; dalla capacità relazionale apertura verso l'esterno, capacità di ascolto dei bisogni dei consumatori e di creare occasioni di contatto; e dalla gestione etica che esprime correttezza dei comportamenti dell'impresa e rispetto degli interlocutori (collaboratori, clienti, fornitori, e così via). Cresce inoltre per l'opinione pubblica l'importanza della sensibilità socio-ambientale delle imprese, pur lamentando una scarsa informazione su queste tematiche da parte delle imprese. Per gli opinion leader l'etica d'impresa è meno importante, mentre confermano l'interesse per i valori di immagine, per la capacità relazionale, ma anche per i prodotti e servizi che devono esprimere sicurezza, innovazione e qualità. Le top 20 della reputazioneNokia, Barilla, BMW, Sony, Philips, Luxottica, Samsung, Microsoft, Toyota, illy, Apple e Granarolo sono le aziende maggiormente stimate sia dagli opinion leader che dall'opinione pubblica. 
Ecco le prime 20 aziende così come si sono classificate per le due diverse tipologie di pubblici intervistati dalla ricerca: Le top 20 per l'opinione pubblica


Nokia

Barilla

BMW Group

Coop

Ikea

Sony

Philips

Volkswagen Group

Luxottica

Samsung

Microsoft

Ford Motor Company

Lavazza

Ferrero

Toyota

Esselunga

Illy

Apple

Granarolo

Banca Etica
Le top 20 per gli opinion leader


Sony

Armani

Apple

Nokia

Illy

Bulgari

Il Sole 24 Ore

BMW Group

Barilla

Toyota

Unicredit

Microsoft

Philips

Renault

Monte dei Paschi di Siena

Granarolo

Samsung

Mondadori

Kraft Food

Luxottica
I settori
Dalla ricerca emerge che l'appartenenza al settore di origine gioca un ruolo fondamentale nella percezione delle singole imprese.
La tecnologia e l'automotive sono i settori che godono maggiore fiducia e apprezzamento, seguiti dalla moda, dal largo consumo e dall'editoria. Il settore finanziario nel suo complesso, i media e le telecomunicazioni sono i più penalizzati.  
La distribuzione moderna è apprezzata dall'opinione pubblica e criticata invece dagli opinion leader.-----------------------------------------------------La ricerca è stata realizzata tramite interviste web e telefoniche, per un totale di 4.775 interviste, di cui 4.201 cittadini (campione rappresentativo della popolazione italiana di età compresa tra 18 e 65 anni); 574 opinion leader e influenzatori di opinione (giornalisti, analisti e investitori finanziari, gruppi di pressione).

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