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La comunicazione di crisi nei disastri naturali

23/02/2017

Ada Sinigalia

Un seminario a Verona, giovedì 16 marzo, nell’ambito del ciclo di incontri di Ferpi Triveneto, “Faccio cose, vedo gente”, organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Veneto.

Di drammatica attualità parlare di disastri naturali e di come gestire la relativa comunicazione. Per sensibilizzare e aggiornare ulteriormente il mondo della comunicazione e dell’informazione su tali temi, anche attraverso un dialogo a più voci, la Delegazione Ferpi Triveneto, all’interno del ciclo d’incontri “Faccio cose, vedo gente”, organizza in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Veneto un seminario a Verona il 16 marzo dal titolo “La comunicazione di crisi nei casi di disastri naturali. Modelli e opportunità”. L’appuntamento è dalle 9.30 alle 13.30 in Sala Lucchi  (Viale Olimpia, 3) e dà diritto all’assegnazione di crediti ex-post di Ferpi, su richiesta dei soci, e di quattro crediti da parte dell’Ordine dei Giornalisti. All’incontro, che si fonda sul libro “Disastri naturali: una comunicazione responsabile? Modelli, casi reali e opportunità nella comunicazione di crisi”, parteciperanno tre degli autori: Biagio Oppi, Stefano Martello e Sergio Vazzoler. A rappresentare Ferpi e il Veneto sarò io in veste di moderatrice e componente del gruppo “Comunicare le professioni intellettuali”.

"È fondamentale – evidenzia Biagio Oppi - che Ferpi porti avanti progetti di advocacy per la professione come questa sensibilizzazione sull'importanza della comunicazione in caso di disastri ambientali, che dall'uscita del libro ha già fatto tappa in mezza Italia coinvolgendo stakeholder istituzionali, privati e del non-profit." L’incontro scaligero tra la comunicazione e l’informazione ha altresì l’obiettivo di fornire una possibile “cassetta degli attrezzi” e aprire un dibattito tra giornalisti e comunicatori.

In che modo l’attuale modello di comunicazione di crisi riesce a rispondere alle emergenze provocate dai disastri naturali? Per dare una risposta a questa domanda, Stefano Martello affronterà il livello di efficacia dell’attuale modello comunicativo, proponendo delle alternative per implementarne l’efficacia, anche alla luce di un contesto d’ascolto rinnovato e profondamente mutato. “Serve oggi più che mai – ammette Martello – un approccio multidisciplinare che coinvolga – pur tenendo conto dei singoli obiettivi di parte perseguiti – tutti gli interlocutori, superando una logica di parte che ha evidenziato tutta la propria fragilità”. Focalizzato sulla comunicazione ambientale, il tema trattato da Vazzoler pone l’accento sui cambiamenti e la complessità della comunicazione ambientale che include al proprio interno tutte le forme di comunicazione che si intersecano con i problemi legati all’ambiente.

“Nei casi di emergenza in seguito a disastri naturali – precisa Vazzoler - l’elemento che può fare la differenza è la fiducia. Quando il cittadino si trova in una situazione di forte tensione o panico si pone domande sui comportamenti da adottare e, se avrà fiducia nelle istituzioni preposte alla gestione dell’emergenza, si lascerà guidare. Se, al contrario, il cittadino non si fida, tutto si complica e all’emergenza ambientale si assomma quella dei comportamenti sbagliati e rischiosi. Ecco perché ri-costruire relazioni di fiducia e costruire percorsi di comunicazione del rischio nei periodi lontani dall’emergenza diventa essenziale. Nel mio intervento parlerò proprio di come la comunicazione ambientale debba cambiare pelle per invertire questa pericolosa tendenza”. Biagio Oppi parlerà di comunicazione interna che ha un ruolo strategico e sostanziale, prima, durante e dopo la crisi. “La fiducia rappresenta un innegabile punto di partenza che deve però essere declinato tenendo conto di tutti i pubblici e di tutte le istanze. – chiosa Martello - Per fare questo è strategico pianificare i percorsi di risposta ancor prima di una crisi conclamata. Dunque non si tratta solo di scienza e tecnica ma soprattutto di consapevolezza e buon senso”.

 

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