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La comunicazione integrata tra reale e virtuale

18/12/2009

Le strategie di marketing delle aziende italiane, la nuova attenzione alla reputazione ed il ruolo crescente della Rete nella comunicazione delle organizzazioni sono alcuni degli aspetti fortemente influenzati dai nuovi media. Se ne è parlato recentemente al convegno “Creatività e tecnologie in libertà vigilata dal brand”.

La diffusione dei nuovi media sta cambiando radicalmente le strategie di branding delle organizzazioni. Branding inteso sia come brand awareness che come brand image ma anche di definire, in modo preciso e puntuale, il posizionamento dell’azienda nell’ambiente competitivo per poter fidelizzare gli stakeholders così da poter essere efficacemente percepito dagli stakeholders ritenuti critici, vale a dire quelli portatori, in maggior misura, dei benefici per l’organizzazione e, pertanto, da fidelizzare nel lungo termine (brand loyalty) con un sistema di prestazioni e
valori capaci di attrarli in modo costante e duraturo, generando preferenza e apprezzamento.


Un brand chiaro e ben percepito, non solo dai potenziali clienti ma anche da tutti coloro che devono
collaborare con l’impresa a cominciare dai dipendenti e fornitori ovvero, in senso lato, dai partner
dell’avventura imprenditoriale. Un brand che, governando creatività e tecnologia, risulti capace di essere esso stesso un valore per l’impresa (brand equity).


In un mondo in cui la comunicazione è sempre più istituzionalizzata, e da strumento diviene funzione aziendale le relazioni pubbliche assumono un ruolo strategico che richiede competenze manageriali divenendo una modalità di agevolare la produttività complessiva sviluppando fiducia e, nel contempo, contribuire all’ottimizzazione dei costi, un ruolo importante è svolto dai media attraverso la loro
capacità di proporsi in modo innovativo in termini sia di creatività sia di nuove tecnologie. Questa
molteplicità di stimoli può rappresentare una significativa opportunità ma può anche diventare anche una grossa minaccia se non si è in grado di governarli in modo strategicamente e operativamente consapevole.


In poche parole la comunicazione è divenuta un aspetto fondamentale della produttività stessa. Un aspetto che emerge con forza da una recente ricerca che ha messo in luce quali sono gli aspetti più importanti della comunicazione: fidelizzazione clienti nel breve periodo, reputazione e creazione di valore per la marca nel lungo periodo. A questi criteri devono rispondere le strategie di marketing delle imprese italiane secondo la ricerca Il sistema di comunicazione aziendale integrata tra reale e virtuale nelle grandi imprese italiane realizzata da Simonetta Pattuglia, docente di Comunicazione delle imprese dell’Università di Roma Tor Vergata e presentata il 10 dicembre a Roma in occasione della quarta conferenza sulla comunicazione e sui media Creatività e tecnologie in libertà vigilata dal brand. Il futuro del marketing e della comunicazione.


L’evento, promosso nell’ambito del Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media, con il supporto di Enel e il patrocinio di Ferpi, fa parte del ciclo di Conferenze sulla Comunicazione e sui Media, organizzate con cadenza annuale e giunte quest’anno alla IV edizione.


Fin dalla prima edizione (2006) le Conferenze sulla Comunicazione e sui Media si prefiggono di affrontare le tematiche della comunicazione e dei media nell’ottica del marketing e del management delle imprese e delle istituzioni, analizzandone i vari aspetti: da quello economico a quello tecnologico, da quello umano e interpersonale a quello emozionale ed espressivo delle community.


Con la ricerca, che ha interessato 48 aziende, tra cui grandi brand e rappresentanti di tutti i settori, dal made in Italy al settore energetico, fino alla carta stampata, sono stati verificati gli obiettivi marketing nei due e nei cinque anni.


L’idea era quella di riflettere, attraverso lo scambio di autorevoli esperienze, sulle opportunità, ma anche i rischi, che gli stimoli alla creatività e alle nuove tecnologie, oggi presenti nel settore della comunicazione e dei media, possono comportare in assenza di un ben finalizzato brand management.


Uno spunto estremamente interessante per tutti coloro che, a differenti livelli, sono impegnati nella comunicazione d’impresa e nei media, includendo, quindi, non solo i professionisti del
settore ma anche operatori di marketing e responsabili delle strategie tecnologiche.


Al dibattito seguito alla conferenza hanno preso parte, tra gli altri: Simonetta Pattuglia, Docente di Comunicazione delle Imprese e delle Istituzioni, Coordinatore Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media, Università Tor Vergata; Gianluca Comin, Direttore Relazioni Esterne, Enel; Carlo Fornaro, Direttore Comunicazione Telecom Italia; Silvia De Blasio, Direttore Rapporti con i Media e Comunicazione Corporate Vodafone e Marina Ceravolo, Direttore Marketing
Editoriale Pubblicitario, Sipra.


Scarica qui la presentazione dei primi risultati della ricerca.


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