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La cultura come leva di sviluppo

04/07/2014

_Niente cultura, niente sviluppo_ sono state le parole chiave della terza edizione degli Stati Generali della Cultura che ha visto raccolti esponenti pubblici e privati del settore. Il commento di _Elisa Greco,_ delegata Ferpi Cultura.

di Elisa Greco
“Il patrimonio culturale è la leva dell’Italia: sono tutti concordi nell’affermarlo, a due anni dalla pubblicazione del Manifesto per la Cultura del Sole 24 Ore, i cui singoli capisaldi – come ha detto Roberto Napoletano, Direttore del Sole 24 Ore – sono sempre da presidiare: una costituente per la cultura, strategie di lungo periodo, cooperazione tra ministeri, l’arte a scuola e la cultura scientifica e merito, complementarietà pubblico-privato, sgravi ed equità fiscale.”
A due anni, tuttavia la strada da percorre è stata individuata come è dimostrato dal decreto Franceschini che rivoluziona il rapporto tra pubblico e privato. Non a caso il decreto Art Bonus è stato, infatti, il protagonista degli Stati Generali perché, come ha commentato Benito Benedini, Presidente del Sole 24 Ore, è “uno strumento legislativo che può e deve dare nuova linfa alla collaborazione tra pubblico e privato”.
Deve essere una battaglia collettiva di tutto il paese, ha focalizzato nel suo intervento il Ministro dei Beni e le Attività culturali e il Turismo, Dario Franceschini, che sottolineando di guidare il ministero economico più importante del paese ha aggiunto: “Che cosa abbiamo di vincente se non la bellezza, la storia, il talento e la creatività? Ecco, investire nella cultura è una scelta economica cosi come bisogna rompere un altro tabù e introdurre una figura manageriale che si affianchi a quella scientifica per cercare di valorizzare il patrimonio”.
E se il Presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Emanuele, nelle sua relazione oltre a precise proposte invita “a guardare all’estero e in modo particolare ai fondi europei perché sono una enorme potenzialità”, Andrea Carandini, Presidente del Fai – Fondo Ambiente italia, si è detto soddisfatto dell’Art Bonus, anche se “questo decreto non favorisce i beni privati, ma sono certo che nell’intenzione del ministro ci siano passaggi successivi”.
Anche per il Sindaco di Torino e Presidente dell’Anci, Piero Fassino, “il paese ha come principale leva dello sviluppo nella cultura, se non facciamo qui un’operazione pubblico-privato, dove la facciamo? La cultura – ha concluso – non è un fattore aggiunto dello sviluppo, ma è elemento costitutivo.”
A rispondere infine alla necessità di cooperazione tra i ministeri, la titolare del dicastero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini: “Se quello di Franceschini è il Ministero dell’Economia, il mio – ha esordito – è quello dello Sviluppo. L’Europa è il nostro contesto necessario di riferimento, ma proprio in Europa questo abbinamento cultura-istruzione è una tradizione consolidata. Dobbiamo cercare di ricostituire questa sensibilità congiunta”.

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