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Le 7 regole d'oro per trasformare i media da nemici in amici

21/03/2007

Come bisogna comportarsi con i media in occasione di una crisi che ha investito la propria società?Cosa dire? Ecco le 7 regole d'oro da non dimenticare.

Tom riceve una telefonata che gli chiede di fare da portavoce in occasione di una crisi che ha investito la sua società. E' anche convinto di essere preparato e pronto ad affrontare la situazione.
Il giornalista parla con Tom per più di un'ora. All'inizio Tom è nervoso, sposta i piedi, guarda in basso e ha un po' di fiatone mentre parla. Poi si rilassa e il giornalista gli fa una domanda imbarazzante: "Tom,  sbaglio o la sua società ha previsto le modalità per gestire casi del genere affinché non succedano?". Tom risponde, "Beh...sì, è vero, abbiamo una prassi, ma in questo caso non abbiamo potuto evitare l'incidente perché sono intervenuti due imprevisti..." che Tom si dilunga ad illustrare.
Quella sera Tom quasi sviene vedendo il servizio: viene mandata in onda la prima domanda posta dal giornalista e lui si vede mentre si agita e ansima nel rispondere. Poi si passa alla domanda sulle modalità per gestire casi del genere e si vede Tom che risponde "Beh, sì, è proprio così!" E il giornalista che conclude "Beh, vedete, persino la società conferma che è successo qualcosa che avrebbe potuto essere evitato".
Questa storia vi ricorda qualcosa? Tom ha dimenticato le 7 regole d'oro per parlare con i media. Situazioni del genere capitano spesso quando si preparano i dirigenti a gestire una crisi sia all'interno che nei confronti dei mezzi di comunicazione.
Ecco allora le 7 regole che vi eviteranno figuracce come quella di Tom!

Proponete la VOSTRA STORIA: non lasciatelo fare ai giornalisti, che sono alla ricerca di una STORIA, con aspetti che li intrighino. Se non gli date spunti interessanti cercheranno di farli emergere con le loro domande. Dovete sapere PRIMA di incontrare i giornalisti qual è la storia che volete raccontargli. Valutate la questione dal loro punto di vista, perché se vi limitate a difendere le vostre posizioni rischiate di dover rispondere a domande imbarazzanti.
Evitate toni innervositi o atteggiamenti aggressivi: il linguaggio corporeo ha grande rilevanza e se vi agitate, spostate i piedi o evitate sguardi diretti chi vi vede penserà che abbiate qualcosa da NASCONDERE. Ricordate che il corpo esprime le vostre idee e che qualsiasi cosa stiate pensando verrà rivelato dai vostri atteggiamenti: se state tentando di difendere quello che è successo il vostro corpo esprimerà nervosismo e combattività.
Evitate tutte le domande a risposta secca sì' o no'. Perché? Come avete visto la risposta di Tom è stata stroncata e tutte le spiegazioni sono state tagliate. Date sempre delle risposte che NON possono essere tagliate.
Esprimetevi con frasi brevi. I giornalisti sono alla ricerca di messaggi succinti espressi in poche parole: se la vostra risposta è troppo lunga e articolata, e quindi troppo difficile o impossibile da tagliare, il giornalista non farà altro che eliminarla. Fate dunque il possibile per dare risposte concise.
Evitate le espressioni ma' e tuttavia' perché possono essere facilmente tagliate e il messaggio che anticipano o che segue cambia totalmente di senso.
Usate il corpo per esprimere sicurezza e leadership. Guardate negli occhi l'intervistatore (e quindi la telecamera), tenete fermi i piedi e le spalle larghe, adottate una posizione rilassata con le mani all'altezza della vita o lungo i fianchi e tenete il peso leggermente sbilanciato su una gamba (ne risulterà un atteggiamento rilassato).
Rispondete all'intervistatore con lo stesso tono che usereste chiacchierando con un amico di fronte ad un caffé, professionale ma disteso. Non cercate di impressionarlo. Dategli invece la sensazione di essere perfettamente padroni della vostra storia: questo vi consentirà di rispondere con sicurezza e coerenza facendo emergere gli aspetti positivi.
 Vediamo ora come usando queste sette regole d'oro Tom avrebbe potuto trasformare la sua intervista in un vantaggio mediatico per la sua società.


Primo. Avrebbe dovuto respirare a fondo e rilassarsi PRIMA di affrontare il giornalista in modo da non fargli percepire il suo nervosismo. E poi non avrebbe dovuto impegnarsi a difendere quanto era successo e a spiegare perché non fosse colpa della sua società: avrebbe così evitato di assumere un atteggiamento innervosito e aggressivo.
Secondo. Avrebbe dovuto PREPARARE la storia da raccontare al giornalista, portando l'attenzione sul fatto che sicuramente i danni erano stati limitati, nonostante due fattori imprevisti, grazie a una consapevole e preparata gestione della crisi. Raccontandola così Tom avrebbe evitato la demanda sulle modalità di gestione della crisi e spostato l'attenzione dagli errori commessi dalla sua società a quanto si può fare quando succede l'imprevisto.
Terzo. Avrebbe dovuto rispondere all'intervistatore dicendo Quando si verificano due circostanze impreviste fuori dal nostro controllo, come in questo caso, la cosa più importante da fare è mettere in atto il processo già previsto per la gestione della crisi. Ed è proprio quanto ha fatto la nostra squadra....(elencando quanto è stato fatto).
Vedete bene che questa frase, comunque venga tagliata, dà un senso di sicurezza e positività e che la STORIA l'avete raccontata voi senza lasciar spazio alle interpretazioni dei giornalisti!
F.C.
 

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