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Le aziende e i social media

26/03/2010

I social media sono indubbiamente un luogo di svago ed aggregazione ma anche un mercato che le aziende non possono permettersi di sottovalutare perchè ormai, di fatto, fanno parte del marketing e della comunicazione aziendale. La gestione dei social media da parte delle aziende non può essere improvvisata ma deve far parte di una strategia di comunicazione che deve in primo luogo basarsi sul dialogo e sulla capacità di accettare critiche.

di Gianroberto Casaleggio
Metà degli italiani che comprano on line sono presenti su Facebook. I social media come Facebook, YouTube, Twitter e i corporate blog sono sempre più importanti per la comunicazione di impresa. I social media sono così chiamati perché interattivi con la possibilità di inserire e ricevere contenuti in Rete. Il loro utilizzo è più efficace e redditizio di qualunque pubblicità broadcasting come la televisione e i giornali. Sono il mercato virtuale in cui si rafforza il brand o si veicolano i prodotti.
Come si stanno muovendo le principali società del mondo? La società Burson-Masteller ha analizzato il rapporto tra i social media e le prime 100 aziende citate dalla rivista americana Fortune. Si può dire che i social media siano ormai parte del marketing e della comunicazione aziendale con propri canali dedicati, talvolta più di uno per lo stesso social media. Circa l’80% usa almeno un social media, il 65% Twitter, il 54% Facebook, il 50% YouTube e il 33% ha un corporate blog. Il 28% delle società americane citate da Fortune usa tutti e quattro i social media, contro solo il 15% delle società europee.
La tendenza a utilizzare più social media contemporaneamente è un trend irreversibile. L’interconnessione tra i diversi social media moltiplica il messaggio e lo rafforza e crea una conversazione globale tra l’azienda e i suoi clienti e più in generale con i suoi stakeholder.
Per gestire più social media sono necessarie una strategia di comunicazione, una organizzazione dedicata e delle linee guida aziendali di pubblicazione e di dialogo con la Rete.
Le prime aziende del mondo pubblicano in prevalenza video su YouTube, una media di 10 al mese e* messaggi su Twitter*, 27 al mese. I canali aziendali dedicati ai social media agiscono da aggregatori, molti si iscrivono e seguono regolarmente le comunicazioni della società. Su Twitter, Sony per le comunicazioni dedicate alla sua Play Station, è seguita da 115.000 fan. Wal Mart, la catena di distribuzione statunitense, totalizza 17 milioni di video visti al mese, e le società LG e Honda circa mezzo milione. I canali aziendali su YouTube e su Facebook hanno spesso decine di migliaia di iscritti.
L’utilizzo dei social media varia a seconda delle diverse aree geografiche. In Giappone dove vige una grande riservatezza nei rapporti interpersonali, Facebook non ha la stessa diffusione dell’Europa o degli Stati Uniti. In Francia, dove Facebook è seguito da 18 milioni di utenti, si sta affermando un social media per i teen ager, Skyrock.com che ha già 15 milioni di iscritti. In Italia Twitter e i corporate blog sono poco rilevanti, mentre YouTube e Facebook sono sempre più diffusi.
I social media possono servire sia per comunicare che per interagire, non tutte le società però accettano di dialogare con i navigatori e questo è un grosso limite culturale. Se non si accetta di ricevere critiche o suggerimenti su un’area creata appositamente, questi saranno pubblicati altrove in Rete, magari sui siti dei concorrenti.
Tratto da www.casaleggio.it

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