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Le Olimpiadi sono finite. Viva le Olimpiadi!

28/02/2006

Quando le relazioni pubbliche consapevoli producono autentico valore. Un corsivo di Toni Muzi Falconi.

In tutti questi giorni ho tenuto le dita incrociate e ho voluto attendere la fine delle Olimpiadi di Torino per commentare l'evento più importante dell'anno in cui centinaia, se non migliaia, di nostri colleghi sono stati intensamente impegnati. Da Torino mi ha telefonato un amico americano l'altro giorno per dirmi:sono stupefatto della qualità di questo evento... mai visto nulla del genere. Mi avevano detto che Torino era una città triste, micragnosa e scontrosa e che mi sarei trovato immerso nel caos e nella disorganizzazione più confusa. Nulla di tutto ciò, al contrario! I torinesi erano allegri, gentili, cortesi, disponibili, visibilmente orgogliosi della qualità dell'accoglienza.Non conosco i dati delle ricerche che di certo sono state fatte a iosa, ma mi fido del mio amico e sono convinto che una buona parte del merito di questo successo sia da attribuire ai nostri colleghi che ci hanno lavorato con impegno e con passione.Ovviamente il maggiore merito ce l'hanno quelli del Comune e del Comitato Organizzatore che per tanti anni si sono prodigati, nello scetticismo generale (mio incluso!) per predisporre un terreno favorevole all'arrivo di tutti gli altri comunicatori che in queste ultime settimane, per conto delle delegazioni, degli sponsor e dei tanti interessi attivati, si sono dati da fare - e mi pare di poter dire con ottimi risultati - per ricavare il massimo beneficio da un territorio che, ancora qualche settimana fa, pareva terreno di coltura per aggressioni, incidenti e caos.So pochissimo del lavoro effettivo da loro realizzato, né sono particolarmente appassionato e neppure competente: ma da osservatore critico, desidero esprimere un affettuoso e ammirato brava!', una per tutti, alla nostra collega Anna Martina, che fin dai tempi del lancio della candidatura di Torino, ha condotto la partita comunicativa delle Olimpiadi torinesi giorno per giorno, crisi per crisi ma, sono anche certo, gioia per gioia e soddisfazione per soddisfazione. A te la mia stima e la mia invidia per avere potuto portare fino in fondo, cosa assai rara nel nostro lavoro, una straordinaria esperienza professionale.(tmf)

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