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Le PMI italiane sono più digital ma c’è ancora tanta strada da fare

#TaccuinoDigitale

22/07/2021

Valentina Citati

I dati che emergono dall’ultimo Osservatorio sulle piccole imprese di GoDaddy mostrano come, anche per effetto della pandemia, il ricorso all’online sia certamente aumentato. Rimangono ancora basse, però, le percentuali di utilizzo degli strumenti più evoluti come la creazione di app o il ricorso all’influencer marketing.

La ricerca promossa da GoDaddy e svolta dalla società Kantar ha coinvolto circa 5.100 attività con un numero di dipendenti tra 1 e 49: 1.300 business in Italia, 1.201 in Germania e 1.303 in Spagna, con un campione suddiviso equamente tra imprese B2B e B2C.

I canali usati per il marketing

Il focus sul marketing mostra innanzitutto come l’utilizzo dei canali e piattaforme online siano oramai patrimonio di un gran numero di aziende. Il 62% delle attività italiane ha dichiarato di avere un sito web, e il 71% di queste usa il sito e i social network per attività di marketing. Facebook rimane il social preferito seguito da Instagram (58%), LinkedIn (36%), YouTube (27%) e Twitter (18%).

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Interessante anche l’uso di Whatsapp che sempre di più si rivela strumento usato anche a livello professionale sia per la comunicazione interna che esterna: il 54% delle imprese italiane che usano i social ha dichiarato di aver utilizzato questa applicazione per restare in contatto con i clienti e promuovere prodotti e servizi. Meno utilizzati invece altri strumenti come l’invio di newsletter e email di marketing (25%); L’uso di un profilo Google My Business (15%); La gestione di un blog  (11%) e la creazione di un app (7%).

La presenza del sito web è valutata positivamente come valore aggiunto dall’87% delle imprese italiane per accrescere la visibilità del proprio business e mostrare prodotti e servizi.

Advertising online

Se l’utilizzo della pubblicità online è certamente aumentato da parte delle pmi italiane (il 48% utilizza forme di pubblicità online) rispetto ai canali offline grazie anche una maggiore flessibilità dei costi e una misurazione più facile dei ritorni sull’investimento anche in questo caso prevalgono strumenti più “tradizionali” quali social networks, banner e video. Molto marginale il ricorso all’influencer marketing (7%) o al mobile advertising (8%) e ai podcast (2%) che, invece, caratterizzano gran parte delle campagne delle aziende e brand più grandi e consolidati.

Se, quindi, nell’ultimo anno si è assistito ad un’accelerazione della penetrazione degli strumenti di marketing digitale nelle piccole imprese italiane, che stanno affiancando sempre di più i tradizionali canali di vendita fisici, dall’latro rimangono ancora resistenze e difficoltà in particolare verso gli strumenti e le piattaforme più innovative per cui sarà necessario lavorare da un punto di vista strategico.

 

 

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