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Le Relazioni Pubbliche non sentono la crisi

23/10/2008

Il dato emerge da una ricerca condotta da Enrico Finzi per l'Upa, che mostra come il mercato delle Rp goda di un ottimo dinamismo in controtendenza rispetto alla stagnazione del mercato della comunicazione. Un dato confermato anche in occasione del Congresso internazionale Euprera.

di Marco Barbieri


Secondo un’indagine di Enrico Finzi, condotta per Utenti pubblicità associati (Upa), le Relazioni Pubbliche costituiscono un mercato che vale in Italia pi di 2 miliardi di euro. E dopo un paio di anni di crescita, addirittura spumeggiante, anche per il 2008 le Rp mostrano un ottimo dinamismo, con investimenti in crescita del 3,1%. In barba alla stagnazione del mercato della comunicazione, che in qualche subcomparto è addirittura in recessione.


Furio Garbagnati, presidente di Assorel, l’associazione di categoria, può stare tranquillo. Il recente convegno di Euprera (European pr Education and Research Association) svoltosi allo Iulm di Milano ha dato la conferma «teorica» alla pragmatica percezione del business. «Le pubbliche relazioni sono entrate nei principali processi decisionali» ha commentato Emanuele Invernizzi, docente di economia e tecnica della comunicazione aziendale allo Iulm, autore di una ricerca condotta sulle prime 318 imprese italiane secondo l’indice Mediobanca.


Il 77% del campione ha dichiarato di «seguire la strategia dei pierre», mentre il 97% gestisce le attività di pierre da un’unica divisione. Insomma, le relazioni pubbliche sono ormai entrate nelle funzioni di interfaccia costante col board delle imprese. Infatti, nel 78% delle società intervistate il responsabile comunicazione è un direttore di funzione. «La comunicazione che conta non è più fatta per l’immagine, ma è quella che si propone di costruire e mantenere la reputazione aziendale, proprio perché incide sull’azione delle imprese» ha continuato Invernizzi nel suo intervento.


Ritornando ai numeri del mercato, nonostante la crisi economica in atto, il credito e la finanza sono i settori che hanno stabilmente utilizzato i servizi di pierre. «Si tratta di un settore sempre centrale e in rapida evoluzione» sostiene l’indagine Astra di Enrico Finzi. L’obiettivo è «seguire il cambiamento in atto nel quadro dei media, sia l’allargamento e la diversificazione dei mezzi da presidiare, sia l’emergere di nuove figure di influenzatori e testimoni».


tratto da Panorama Economy del 23 ottobre 2008

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