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L’illusione del controllo nelle RP

18/12/2009

L’innovazione nella teoria e nella pratica delle Rp continua in tutto il mondo. Molto interessante, in proposito, il numero speciale di Prism la rivista della Massey University della Nuova Zelanda che ammonisce, sin dall’editoriale, di stare attenti all’illusione di poter controllare le Relazioni pubbliche.

I nuovi media ci danno l’opportunità di rendere la professione più globale e allo stesso tempo le relazioni pubbliche più simmetriche, più dialogiche, più interattive. Lo sostiene James Grunig, tra i più autorevoli esperti del mondo, nel suo contributo “Paradigms of global public relations in an age of digitalisation” che apre il numero speciale di PRism, la rivista della Massey University della Nuova Zelanda.


Prism è una rivista on line ad accesso libero, dedicata alle Rp ed alla comunicazione. Fondata nel 2002 per andare incontro alle esigenze di facilità di accesso a materiali di qualità, è stata pubblicata per la prima volta nel 2003. Costituita da oltre 50 accademici di tutto il mondo, la rivista ha un orientamento al supporto ed all’incoraggiamento di nuove borse di studio in comunicazione e relazioni pubbliche, con un equilibrio estremamente attento.


Questo numero, dedicato alle Rp globali, che vede oltre a quello di Jim Grunig, i contributi di Sriramesh Krishnamurthy, di Kate Fitch e di altri autorevoli colleghi. Molto interessante il capitolo sullo scenario italiano firmato da Chiara Valentini.


Molto interessante anche l’editoriale della rivista firmato da M. Balnaves e J. Mahoney che invitano professionisti e studiosi a non farsi prendere dall’illusione del controllo nell’attività di relazioni pubbliche (The illusion of control in public relations), cosa ormai impossibile da realizzare, come ha sottolineato più volte anche l’italiano Toni Muzi Falconi che sostiene che possiamo controllare al massimo il 30% dei messaggi prodotti dall’organizzazione.


Gli autori sostengono che la pratica delle Rp sia strettamente connessa con la costruzione e la protezione della reputazione aziendale. Questo ruolo non è mai stato di così vitale importanza come nel contesto di questa recessione economica globale ma allo stesso tempo è sempre più difficile presidiarlo adeguatamente.


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