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L’importanza di chiamarsi brand

21/09/2011

C'è un'economia intangibile che sostiene nei tempi globalizzati l'economia reale, quella della fatica quotidiana delle piccole e medie imprese. La ripresa timida, dopo la crisi profonda, suggerisce nuovi modi di organizzarsi, di produrre. E anche nuove connessioni con il territorio. Un territorio sempre più glocal che ripensa identità, ri-articola distretti e si riaggrega in simboli. E il brand dei simboli eccellenti dei territori diventa leva di competitività, orizzonte di sviluppo, valore per l'economia. Il libro di _Renato Mattioni_ vuole misurare queste risorse immateriali.

Se è possibile valutare il brand di un prodotto commerciale come Coca-Cola o Nokia, quanto valgono i fattori di competitività legati al made in Italy, al design o alla moda? Quanto vale il Duomo di Milano per le nostre imprese a vocazione internazionale e quanto vale il Teatro alla Scala? Ma anche San Siro, il panettone o il Gran Premio di Monza.
La Camera di Commercio di Monza e Brianza ha condotto una serie di ricerche economiche interrogando gli imprenditori del territorio, stimolata dalla suggestione del Nation branding, termine coniato dall’economista Simon Anholt.
I singoli Paesi, così come i prodotti e i servizi delle aziende, possiedono un valore, un brand che identifica la loro reputazione. Il Nation brand index misura la forza e l’attrattività dell’immagine di ciascuna nazione valutando la combinazione di sei dimensioni (esportazioni, governance, cultura, qualità della vita, turismo, investimenti).
Renato Mattioni, Segretario Generale della Camera di Commercio di Monza e Brianza, ne estrae una immagine della “grande Milano”, come città-regione ormai senza confini, che sceglie i flussi rispetto alla stanzialità, crea nuove leadership, aggrega interessi diffusi e per questo è spesso più avanti della politica nell’intercettare un’idea di Paese in movimento, federalista nelle funzioni e glocalista (globale e locale al tempo stesso) nella sostanza.

L’importanza di chiamarsi brand
Quanto valgono la Scala e l’Autodromo di Monza, il design e la moda?
R. Mattioni
Prefazione di Carlo Edoardo Valli, contributi di Aldo Bonomi, Stefano Caselli, Giulio Sapelli, Giacomo Vaciago
Guerini e Associati, 2011,
pp. 140, € 15,00

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