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Lobby/3 - "Così convinco i politici giusti"

08/01/2008

Intervista a Gabriele Cirieco, fondatore della società Strategic Advice

di Carmine Fotina
La formula di un buon lobbista è semplice, quasi elementare:  «Fornire informazioni giuste alla persona giusta al posto giusto». Tutto qui. Gabriele Cirieco, fondatore della società Strategic Advice, non rivendica solo la professionalità di chi esercita lobbying ma anche quella che consideraa suo modo perfino una funzione diutiità sociale: «Creiamo i presupposti perché quella dei politici sia una decisione informata». Tutto questo con una certosina opera di relazioni diplomatiche, di documentazione fornita adeputati, senatori,staff dei ministeri, con discrezione se necessario anche alle Authority di controllo dei vari settori Il lavoro di un buon lobbista, racconta Cirieco, non può avere pause durante l'anno, anche se ha uno dei suoi momenti cruciali nel fatidico "assalto alla diligenza" di dicembre con l'approvazione della Finanziaria. Un'attività che si concretizza nella preparazione di risoluzioni, ordini del giomo, interrogazioni e, nel momento decisivo della formulazione di un provvedimento legislativo, di commi in cui anche interporre due parole come «e anche» oppure «ma non» può significare successo o fallimento per determinati interessi. Cirieco lavora da anni nel settore dell'energia e dell'ambiente a sostegno,per citare alcuni esempi, dei grandi consumatori industriali di gas, riuniti nel consorzio Gas Intensive. Per i produttori di,alluminio ha condotto a buon fine la campagna per l'approvazione di un decreto del ministero della Salute che scongiurasse misure restrittive per l'utilizzo di questo metallo a contatto con gli alimenti. E non è raro che su un provvedimento si riesca a coagulare un consenso bipartisari, allineando magariesponentididestraaquelli della sinistra radicale: «Sul decreto correttivo del Codice Ambientale -  racconta Cirieco - abbiamo trovato l'appoggio di tutti». «Del resto chi fa questa professione sa bene che è indispensabile coltivare contatti e buone relazioni lungo tutto l'arco costituzionale per non trovarsi impreparati di fronte a repentini cambi di maggioranza di deputati e senatori». «Questa professione — aggiunge - ha vissuto una svolta a metà degli anni '90 quando, dopo Tangentopoli, si è capito che esisteva uno spazio di intermediazione importante tra politica ed economia che poteva essere colmato in modo trasparente e professionale». «Ci siamo arrivati decenni dopo gli americani, che hanno avuto come presidente J.F. Keimedy», uno che ebbe il coraggio di dire: «I lobbisti mi fanno comprendere in 10 minuti, i miei collaboratori in tre giorni».
tratto da Il Sole 24 Ore di Domenica 6 gennaio 2008

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