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Mangiare sano fa bene alla salute, quasi come una medicina

01/06/2004
La smania di cibi sani sta creando due nuove tendenze per l'industria alimentare a stelle e strisce. La prima è ovviamente quella di produrre cibi dal basso contenuto di grassi e di zuccheri, la seconda è di cercare di indurre i medici a pseudo-prescrivere alcuni cibi come coadiuvanti delle terapie se non come terapie de facto. E così dopo aver riprogrammato, ormai da diverso tempo, le linee di produzione e aver affiancato divisioni specializzate in health-food, le aziende alimentari stanno copiando le strategie di marketing delle case farmaceutiche: un rappresentante (in campo medico si chiamano più discretamente "informatori") si presenta da un medico e gli propone barrette di cioccolato alla soja accompagnate dal necessario materiale informativo e da qualche coupon da distribuire ai pazienti. E' il cosiddetto mercato del cibo "funzionale", che muove quasi 14 miliardi di dollari l'anno negli Stati Uniti. Tutto ciò è possibile grazie a una recente modifica nella legislazione apportata dalla Food and Drug Administration (Fda), che ha abolito la clausola che restringeva la possibilità di riportare sull'etichetta la particolare salubrità dal prodotto alimentare solo dopo che evidenze scientifiche erano comprovate, sostituendola con quella che permette di indicarla sulla base di semplici prove scientifiche preliminari. Questa modifica sostanziale ha lasciato perplesse molte organizzazioni per la tutela del consumatore che lamentano l'illegalità della disposizione (che infatti contraddice altre disposizioni più generali emesse dalla stessa Fda) e la confusione che questa ingenera oltre che nei consumatori anche nei medici. Inoltre numerose critiche sono state sollevate dalle stesse associazioni riguardo i metodi usati per indurre i dottori a consigliare gli alimenti: le strategie di marketing ricalcano troppo da vicine quelle delle case farmaceutiche, fatte di omaggi e viaggi premio ai medici accondiscendenti. Non mancano i casi di vera e propria partnership commerciale tra aziende farmaceutiche ed alimentari, come accadde la scorsa estate quando le confezioni omaggio di Pravachol (farmaco per i cardiopatici) sono state distribuite insieme a sei coupon omaggio di prodotti alimentari "sani". All'epoca una portavoce della Bristol-Myers Squibb commentò così l'episodio: "abbiamo incluso solo alimenti che sapevamo contribuivano ad una dieta sana per i cardiopatici".
Gabriele De Palma - Totem

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