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Marketing sociale contro l’aids

19/09/2008

In Uganda una ong mostra come agire a vantaggio della comunità attraverso i nuovi personal media.

Una campagna di comunicazione sociale via sms per combattere la piaga dell’Aids. L’ha avviata in Uganda Text to Change (Ttc), una ong che utilizza sms per le sue attività sociali nel campo della prevenzione dell’Hiv. Nel Paese africano la diffusione del virus è in costante crescita mentre rimane ancorata a livelli ancora bassi la conoscenza delle possibili cure. Di fronte all’allarme sanitario sempre più spesso istituzioni, associazioni mediche e politiche hanno cercato di adottare soluzioni innovative capaci di raggiungere i target più a rischio, a partire dalle nuove generazioni.


Come? L’ultima campagna di marketing sociale ha scelto il telefonino. In Uganda la tecnologia dei cellulari è cresciuta rapidamente. La Commissione per le comunicazioni ugandese prevede che il numero degli utenti di cellulari raggiungerà i sei milioni entro la fine dell’anno. Nelle aree urbane il 50% della popolazione già possiede un telefonino. Al contrario, secondo l’Uganda Demographic and Healt Survey (Dhs) solo il 30% delle donne e il 40% degli uomini ha una conoscenza esaustiva dell’Hiv.


Text to Change, in collaborazione con l’Aids Information Centre (Aic) ugandese e la rete locale di telefonini Celtel, ha lanciato un progetto pilota per diffondere informazioni sulla malattia attraverso l’invio di sms. I destinatari sono stati invitati a partecipare a un quiz interattivo sul virus al termine del quale sono stati incoraggiati a presentarsi volontari per un test Hiv. La soluzione migliore per raggiungere milioni di persone laddove è impossibile non catturarne l’attenzione: sul loro cellulare.


La campagna di comunicazione, lanciata con lo slogan “Non indovinare le risposte, impara la verità sull’Aids”, ha coinvolto 15.000 abbonati a Celtel nel distretto di Mbarara nell’Uganda del sud-ovest. Quasi 2.500 delle persone contattate hanno risposto positivamente all’iniziativa. Un successo, tanto che, secondo l’Aic, i test effettuati presso la struttura centrale di Mbarara sono cresciuti del 100% durante le settimane del progetto pilota. Ovviamente, Text to Change ha già pensato di replicare il programma negli altri distretti del Paese il prossimo anno.


Serena Massimini – Redazione Cultur-e

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